L’ultimo appello ai moderati

SILVIO BERLUSCONI AL SENATO – Sarà fiducia o sfiducia? Silvio Berlusconi, in poco più di trenta minuti, è intervenuto al Senato per tentare di ottenere la fiducia necessaria per rilanciare l’azione del suo governo. Il premier ha lanciato un appello – forse l’ultimo – ai moderati e proporre un patto di legislatura “per garantire coerenza e continuità con il programma elettorale e con le scelte condivise, rinnovando quello che c’e’ da rinnovare nel programma e nella compagine di Governo”.

LEGGI – E PARDI FA SALTARE I NERVI AL PREMIER – COMPRAVENDITA VOTI, DI PIETRO DI NUOVO IN PROCURA ROMA  – LA REPLICA DI MR. B.

Il presidente del Consiglio nel suo intervento, rivolto a Fli, si è appellato al “senso di responsabilità: “Sono certo – ha detto rivolto “a tutti i parlamentari che nel 2008 sono stati eletti nelle liste del Popolo della Libertà, a coloro che hanno votato la fiducia a questo Governo più volte e in special modo il 29 settembre di quest’anno, e a coloro che hanno fatto parte di questo Governo e ben conoscono quanto di buono tutti insieme si è fatto” – che in questo momento nessuno di voi può avere dimenticato la lunga strada che abbiamo percorso insieme dal 1994 ad oggi”.

Dopo avere espresso la sua contrarietà a una crisi al buio, Berlusconi ha avvertito i parlamentari critici o dubbiosi: “Ciascuno di voi sa che qualunque dissenso è legittimo, che qualunque critica è possibile, ma la rottura no, la sfiducia al Governo no, la divisione del campo dei moderati no”. E ha chiesto “di riflettere in piena libertà di coscienza”.

Berlusconi si è poi lanciato nell’elenco dei provvedimenti assunti in questa prima metà di legislatura: dal federalismo all’avvio della riforma fiscale, dall’introduzione della legge di stabilità alla difesa della tenuta dei conti pubblici, dalla riforma dell’Università a quella della giustizia, che, a suo dire, “arriverà in Parlamento dopo un ulteriore confronto”.

Il premier si è detto pronto a non trascurare ogni possibilità di dialogo con l’opposizione e ha anche aperto ad una possibile riforma della legge elettorale, con un unico limite, ossia “la difesa del bipolarismo”.

“Tutto si può dire e tutto si può fare – ha tuonato Berlusconi – ma non progettare un’alleanza con la sinistra in questa legislatura, camuffata da un Governo di transizione, e neppure unire i propri voti a quelli dell’opposizione, sommando grottescamente i voti sottratti al Popolo della Libertà a quelli del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori”.

“Decidiamo insieme quale sia la strada e quale sia lo strumento più indicato – ha concluso Berlusconi – affinchè il bene comune prevalga sempre sugli egoismi interessati e che per questo andremo avanti ma se questo non dovesse avvenire – ha precisato – sono certo che, quando verrà il momento il popolo italiano, dal quale questo Governo e questa maggioranza hanno avuto un chiarissimo mandato ed una piena legittimazione a guidare il Paese, saprà valutare con buon senso e giustizia i meriti e le responsabilità”.

Edgardo Fulgente

Edgardo Fulgente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.