Brunetta: furbescamente “crescita 2.0”


“Il decreto per la digitalizzazione, furbescamente chiamato «crescita 2.0», disegna scenari che nel breve volgere di qualche settimana trasformeranno la nostra economia e il nostro Paese. Una riforma apparentemente radicale che in molte sue parti dipende, tuttavia, dall’adozione o meno dei relativi provvedimenti attuativi, dalla disponibilità reale delle risorse economiche, dalla capacità di progettare e mantenere elementi infrastrutturali e di governo delle iniziative avviate….c’è poco da dire: le misure del decreto crescita 2.0 non riguarda i temi (tante volte annunciati) del commercio elettronico, dell’alfabetizzazione informatica e della diffusione dell’uso d’internet attraverso il potenziamento delle reti telematiche e delle infrastrutture di telecomunicazioni. Fatta eccezione per qualche piccolo aggiustamento nei tempi di autorizzazione ai lavori di scavo per la posa di cavi o per l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo per le imprese cosiddette start-up innovative, le iniziative del governo finiranno per tradursi in un nulla di fatto e, in sostanza, in un’altra buona occasione sprecata. Con una serie di decreti, la cui urgenza a questo punto è per lo meno, sospetta, i ministri della triade hanno, di fatto, smantellato tutto. In conclusione: buco di bilancio per mancati investimenti in tecnologie; ritardo nella modernizzazione; rimozione delle infrastrutture digitali; ricostruzione di nuovi centri di potere attraverso società pubbliche cui affidare contratti e servizi in barba alle regole degli appalti pubblici. La discussione sul decreto crescita 2.0 potrebbe essere l’occasione per limitare i danni.”. Queste alcune delle affermazioni dell’esponente del PdL Brunetta in merito all’impegno del governo Monti sul digitale, ai tanti annunci che a pochi mesi dalla fine della legislatura dimostrano la volontà e la responsabilità.

Redazione

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