Franceschini: dichiarazione di voto


Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, mi rivolgo a lei anche se, come al solito, non è in quest’Aula, ma segue il dibattito dal televisore del suo ufficio perché prova un certo disagio ad ascoltare le parole di chi la critica pubblicamente. Mi voglio, però, rivolgere a lei e parlare oggi di politica, non di indagini perché le indagini sono compito della magistratura, è l’accertamento dei reati, e non per fare moralismo perché sappiamo di non avere i titoli per farlo e perché gli italiani si sono già fatti un’idea per conto loro sugli stili di vita e sulle serate del Presidente del Consiglio. Soltanto di due aspetti dobbiamo parlare perché sono oggetto del voto di quest’Aula. Lei ha spinto la sua maggioranza, con il voto della Giunta per le autorizzazioni, a negare la perquisizione in alcuni uffici. Basterebbe questo per farci un’idea. Lei si proclama innocente e perseguitato e, allora, sappia che una persona innocente ed onesta non ricorre a stratagemmi ed a trucchi, ma, di fronte alle forze dell’ordine ed ai magistrati, li prega di entrare in casa sua perché non ha nulla da nascondere e, anzi, vuole che la perquisizione dimostri che è innocente e vittima di una persecuzione giudiziaria e si difende, in questo modo, dalle accuse infamanti che gli sono rivolte. E la seconda cosa è questo tentativo maldestro di stabilire che la competenza è del Tribunale dei ministri; basterebbe dire che non è competenza della Camera stabilire il livello giurisdizionale che deve occuparsi di un reato.
Ma perché tanta testardaggine? Gli italiani che ci ascoltano lo devono sapere: per una semplice differenza, perché contro un parlamentare, cioè l’onorevole Berlusconi, si può andare a processo senza autorizzazione a procedere di quest’Aula, contro un Ministro, invece, davanti al Tribunale dei ministri, si può procedere soltanto con l’autorizzazione di quest’Aula. E questo è l’ultimo trucco: lei vuole usare un’altra volta la sua maggioranza per sottrarsi alla giustizia italiana. Fa così da 17 anni. Quell’elenco è vergognoso e lei va in televisione a dire che è sempre stato assolto. Basta con questa fandonia! Le leggi vergogna: le rogatorie internazionali, il falso in bilancio, la legge Cirami, il lodo Schifani, il lodo Alfano, la legge Cirielli, il legittimo impedimento, il condono. Vi danno fastidio queste cose e quelle ancora in cantiere come il processo breve e le intercettazioni. Un elenco che fa rabbrividire, un elenco di schiaffi in faccia agli italiani, al principio dell’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Questa volta, per sottrarsi al suo giudice naturale, è caduto davvero nel ridicolo. Dopo aver detto per giorni, lei e le persone a lei vicine, che non aveva mai detto che questa ragazza era nipote del presidente egiziano, per andare nelle competenze ministeriali è arrivato a dire, ad affermare, a far sostenere negli atti, che lei credeva davvero fosse la nipote del Presidente Mubarak e che, addirittura, ne ha parlato con lui. Capisco che, in questi giorni, il presidente egiziano non abbia tempo per smentire questa affermazione, ma voglio crederle e, allora, le do un consiglio per il futuro: se le capiterà, per dovere istituzionale naturalmente, un’altra volta di dover chiamare una questura per fare rilasciare la nipote di un Capo di Stato straniero, magari mandi a prenderla da un ambasciatore e faccia dormire in ambasciata, non mandi una ragazza che, dopo poche ore, la riconsegna ad una prostituta brasiliana perché lo zio potrebbe prenderla abbastanza male questa cosa.
Lei ha esposto il nostro Paese al ridicolo di fronte al mondo con queste vicende tragiche e comiche allo stesso tempo. Lei espone il suo Paese a dei rischi se lei è ricattabile da delle ragazze. È legittimo immaginare che vi siano poteri interni ed esterni che hanno un pochino di organizzazione in più, che possono anche loro ricattarla nell’esercizio delle sue funzioni? Lei blocca il Parlamento, blocca il Governo, perché tutto è concentrato su di lei mentre l’economia italiana è alla deriva. Mentre nel Paese ci sono persone, imprese che aspettano risposte ai loro problemi drammatici prima che sia troppo tardi noi ci occupiamo di altro; mentre il Mediterraneo è in fiamme, noi siamo lì in mezzo, la diplomazia italiana è totalmente assente e il Presidente del Consiglio non se ne occupa e lei soprattutto fa pagare agli italiani i costi di tutto questo suo lavorare. In un mondo globale sappiamo bene quanto costa la credibilità di uno Stato, quanto conta nei mercati la credibilità di chi guida quello Stato. E allora il differenziale, lo spread tra gli interessi italiani e sul debito tedesco, quel differenziale che è circa 27 miliardi all’anno, quanta parte di quei 27 miliardi pagati dagli italiani è dovuta alla sua perdita di credibilità internazionale, al crollo dell’immagine del nostro Paese nel mondo? Sì perché lei mette davanti a tutto la sua persona, qualsiasi altro leader di fronte al disfarsi della sua maggioranza, di fronte all’impossibilità di governare si sarebbe fatto da parte almeno per salvare il suo partito, almeno per salvare la sua coalizione passando la mano a qualcun altro del suo campo. Invece lei non lo fa: ha trascinato anche il federalismo dentro questa logica perché tutto diventa un braccio di ferro. Voglio provare a credere che lei sia sceso in campo come ama dire non per altri motivi ma perché voleva fare il bene del suo Paese. Allora sappia che adesso lei sta facendo del male all’Italia e che l’unico atto che può fare per il bene del suo Paese adesso è dimettersi e consentire al nostro Paese, alla politica di tornare ad un normale confronto tra maggioranza e opposizione, tra avversari che finalmente possono trovare le intese sui problemi del Paese anche a cominciare dal federalismo.
Qualsiasi persona, qualsiasi coalizione che verrà dopo di lei troverà montagne di macerie e non parlo soltanto di macerie economiche, istituzionali o legislative, purtroppo parlo anche di macerie di valori. Chi ha un ruolo pubblico, chi guida uno Stato con le sue parole, con i suoi comportamenti indica dei modelli sociali anche inconsapevolmente indica al proprio Paese gerarchie di valori. È per questo che deve cercare e ha il dovere di dare l’esempio. L’Italia nella sua storia si è sempre basata su valori positivi e valori condivisi al di là delle distinzioni tra laici e cattolici, delle stesse distinzione tra destra e sinistra: la solidarietà, l’accoglienza, l’uguaglianza, i talenti, la famiglia, le comunità, la straordinaria forza, la straordinaria autorità morale delle donne italiane che la dimostreranno il 13 di questo mese in piazza. Tutto è stato travolto dal messaggio e da un modello che lei ha incarnato, dalla gerarchia di valori che le sue televisioni hanno diffuso: contano solo i soldi e conta solo il potere, conta soltanto la notorietà che si può raggiungere a qualsiasi costo perché consentono di comprarsi tutto. Queste sono le gerarchie sociali che lei ha rovesciato, queste sono le macerie che lei lascia alla fine inesorabile del suo percorso politico, ma gli italiani anche nella loro storia recente hanno dimostrato tante volte di saper ricostruire sulle macerie, ricostruire con fatica, con sudore, con orgoglio ma anche con la rabbia civile dentro.
Noi saremo con loro, noi saremo con l’Italia che vuole ricominciare.

Redazione

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