La regina del mondo

«Un leader democratico non può avere per unico programma quello di essere compreso, e ancor meno quello di essere amato. Ma conduce il popolo a volere ciò che è nel suo superiore interesse. Il riconoscimento, quando e se avviene, non può essere che finale o postumo. La sua ricompensa è quella di ogni maestro: diventare un servo inutile. Per permettere alla regina del mondo di diventare padrona di se stessa».

Lo storico e giornalista Jacques Julliard riconosce negli avvenimenti dell’attualità i segni di una rivolta dell’opinione pubblica, la regina del mondo, nei confronti della politica tradizionale. Se i fenomeni d’opinione sono sempre esistiti nei sistemi politici, ciò che colpisce oggi è il carattere permanente della pressione esercitata, tanto da poter parlare di una “doxocrazia”. È in ballo il futuro della democrazia. La partita si giocherà sull’equilibrio che saremo in grado di raggiungere tra le due
facce della rappresentanza: la politica e i media. «Una politica che torni ad ascoltare il territorio, a battere i marciapiedi, a sporcarsi le mani con le paure più inconfessabili e i bisogni più elementari – scrive Ferruccio de Bortoli nella prefazione – può avere un futuro. Altrimenti la Rete la seppellirà».

La regina del mondo. Il potere dell’opinione pubblica
Jacques Julliard. Prefazione di Ferruccio De Bortoli
Editore Marsilio
2009, 112 pp., 10 euro

Quinews

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