Certi pomeriggi non passano mai

“Scritta da chi è puntuale fino alla mania, che cosa vuol dire questa frase: “Passerò nel primo pomeriggio”? Qual è il primo pomeriggio, quando comincia, quando finisce?”


Un uomo aspetta in casa la persona che ama, ma questa non arriva. Eppure si tratta di una persona puntuale, precisa. I minuti passano, passano le ore. Nell’attesa si disegnano le linee di una passione travolgente e inconsueta. Ma intanto nessuno si fa vivo. Che cosa è accaduto?
Se Roland Barthes, nei suoi Frammenti di un discorso amoroso, ha fissato nella figura dell’attesa la fatale identità dell’innamorato, in Certi pomeriggi non passano mai Mario Fortunato ce ne restituisce il racconto vivo e vissuto – quel miscuglio di azioni, pensieri e parole che fa di ogni amante l’essere piú irragionevole ma anche piú lucido, che sia dato conoscere.

Certi pomeriggi non passano mai
Mario Fortunato
Edizioni Nottetempo. Collana: I sassi
2009, 52 pp., 3 euro

Quinews

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