Israele, vince il fronte di destra

L’esito delle elezioni politiche anticipate in Israele è ben sintetizzato dal titolo del quotidiano ‘Yedioth Ahronoth’, il piu’ venduto nel Paese: “Ho vinto io”. A fianco, le foto del ministro degli Esteri uscente, signora Tzipi Livni, e dell’ex premier Benjamin Netanyahu, leader rispettivamente dei centristi di Kadima e dei conservatori del Likud.

I primi hanno ottenuto una risicatissima maggioranza relativa, con 28 seggi sui centoventi in palio alla Knesset, il Parlamento monocamerale dello Stato ebraico; ai secondi, che i sondaggi davano in leggero vantaggio, ne sono andati 27.

Complessivamente è prevalso il fronte di destra, con un totale di 64 seggi. Non a caso tanto Livni quanto Netanyahu si sono detti certi di guidare il futuro esecutivo, il quale inevitabilmente non potrà che essere di coalizione. Unica differenza: l’una ha invitato l’avversario a “unirsi a un governo unitario”; l’altro si è servito anch’egli della medesima formula, ma senza coinvolgervi la rivale: quanto meno, non in maniera esplicita.

“Con l’aiuto di Jahvè, condurrò il prossimo governo. Sono certo di essere in grado di farlo”, ha affermato infatti Netanyahu, rivolgendosi ai sostenitori. “Lo schieramento nazionale capeggiato dal Likud”, ha sottolineato, “ha conquistato una maggioranza inequivoca. Posso unire tutte le forze di questa Nazione, e guidare Israele”.

Replica di Livni: “Oggi il popolo ha scelto Kadima, e quando formeremo il governo l’opinione pubblica israeliana potra’ di nuovo sorridere. Israele”, ha puntualizzato, “non appartiene alla destra, cosi’ come la pace non appartiene alla sinistra”.

Quinews

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