L’operazione ‘piombo fuso’ non si ferma: Israele continua a bombardare

Israele ha ripreso i raid aerei sulla Striscia di Gaza poco dopo la mezzanotte colpendo una quarantina di obiettivi. Nella città di Gaza è stata distrutta l’Università islamica ed è stato bombardato il ministero dell’Interno. Colpita anche una casa accanto all’abitazione del primo ministro di Hamas, Ismail Haniyeh, in un campo profughi alla periferia della città. Come gli altri leader del movimento islamico, Haniyeh si è nascosto in una località segreta dopo l’inizio dei raid. A Rafah, nel sud della Striscia, un raid diretto contro un comandante di Hamas ha provocato la morte di un bambino piccolo e dei suoi due fratelli adolescenti, riferiscono fonti palestinesi.

L’operazione “piombo fuso” è ormai entrata al terzo giorno, con oltre 300 morti palestinesi. Mark Regev portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert, ha dichiarato che l’attacco proseguirà fino a quando la popolazione del sud d’Israele “non vivrà più nel terrore e la paura di costanti lanci di missili” da parte di militanti palestinesi della Striscia di Gaza.

Israele ha intanto ammassato le sue truppe di fanteria e decine di blindati lungo il proprio confine meridionale con Gaza in modo da poter sferrare un’offensiva di terra. Il governo di Tel Aviv ha deciso di richiamare alle armi 6500 riservisti. Ehud Barak, ministro israeliano della Difesa, ha confermato che “un’operazione militare terrestre contro Hamas è possibile”. Il primo ministro Ehud Olmert ha precisato che non è prevedibile la durata delle iniziative militari contro i palestinesi che fanno riferimento ad Hamas. Il settore di frontiera lungo la Striscia di Gaza è stato decretato oggi “zona militare chiusa” dall’esercito israeliano.

Sul fronte diplomatico, intanto, il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, fa sapere che “il premier libanese Siniora” ha chiesto all’Italia “di fare pressioni su Israele”. Analoga richiesta arriva dalla Lega Araba. Frattini, in un’intervista a “Il Tempo” dice: “La determinazione israeliana la conosciamo bene, quindi non si fermeranno”.

Il governo italiano ha espresso piena solidarietà a Israele, ma nello stesso tempo ha chiesto di fare tutto il possibile per evitare ulteriori vittime tra i civili.
“L’Italia – ha detto Frattini – è pronta a fare da mediatore tra le parti di questa nuova crisi mediorientale”. Il ministro degli Esteri poi taglia corto su Hamas: “E’ irresponsabile. Si potrà sedere al tavolo di pace solo quando cancellerà dal suo statuto la volonta’ di distruggere Israele. Altrimenti resta un’organizzazione terroristica”.

Secondo lo scrittore israeliano Amos Oz, in un intervento pubblicato sul “Corriere della Sera”, “è il momento per un urgente e immediato cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Hamas deve subito bloccare i suoi attacchi insensati ai danni dei civili israeliani e Israele deve fermare le sue operazioni a Gaza. Ulteriori violenze non condurranno a nulla – prosegue lo scrittore – se non all’inasprimento del circolo vizioso fatto di attacchi e contro-attacchi sempre più gravi e senza fine”.

Dall’Italia, infine, parte la denuncia contro il sistema informativo, della sinistra radicale: “Mentre il popolo palestinese sta subendo un massacro – osserva Jacopo Venier del PdCI – i mezzi di comunicazione non sanno far altro che criticare solo e soltanto Hamas, dipingendolo come l’unica causa degli attacchi di Israele, soprassedendo invece sulle responsabilità gravi del governo israeliano, che, in barba a tutte le risoluzioni Onu e a tutti gli inviti internazionali, continua imperterrito a muovere guerra nei confronti del popolo Palestinese”.

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