Travaglio: “Capezzone intima alla sinistra di scusarsi con Craxi. Poi, chiederà a Olindo di scusarsi con la Franzoni”

“Il dibattito sulla “questione morale a sinistra” si fa ogni giorno più elevato. I pregiudicati De Michelis, Di Donato e Pomicino si consolano perché il più pulito ha la rogna, nella speranza che le mani sporche altrui puliscano le loro. Al Tappone, presentando il suo candidato in Abruzzo Gianni Chiodi, ovviamente inquisito, punta il dito contro le porcherie degli altri. I quali, nonostante gli sforzi, non ce l’hanno ancora fatta a eguagliare le sue. Infatti gli rispondono che lui ha portato in Parlamento un bel pò di condannati e inquisiti. Vero, peccato che ne abbian portati anche loro.

Ma un pò di meno. Sono come quella signora citata da Enzo Biagi, la cui figlia era “incinta, ma solo un pò”. Quando Beppe Grillo, al V-Day dell’anno scorso, raccolse un mare di firme per una legge di minima decenza che espella almeno i condananti dalle liste elettorali, mancò poco che lo impiccassero: la legge di iniziativa popolare langue in conmmissione Affari costituzionali, presieduta dall’ottimo Carlo Vizzini, salvato dalla prescrizione per la maxitangente Enimont. Violante ha finalmente individuato il nemico da battere: i magistrati, che “hanno troppo potere”, dunque bisogna levargliene un pò, d’intesa con Al Tappone che non vede l’ora. Piercasinando, copo un vertice con Cuffaro e col commissario Udc di Legnano appena arrestato per spaccio di droga, invita il Pd a liberarsi di Di Pietro, pericolosamente incensurato. Intanto Capezzone intima alla sinistra di scusarsi con Craxi. Poi – come ha scritto un ragazzo sul mio blog – chiederà a Olindo di scusarsi con la Franzoni”. E’ quanto scrive oggi Marco Travaglio su ‘l’Unità’, nella sua rubrica quotidiana ‘Zorro’.

Quinews

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