Gelmini: “Il mio esame di Stato a Reggio Calabria? Dovevo lavorare”

A scuola andava bene, ma qualche volta “ci si dava una mano”. Si racconta così il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini in una lunga intervista al quotidiano ‘La Stampa’. “Andavo bene – spiega il ministro – ma qualche volta i compiti giravano tra un banco e l’altro. Copiava? “Ci si dava una mano”. Riguardo alla scelta di fare l’esame di Stato da avvocato a Reggio Calabria, perché a Brescia era più difficile, Gelmini replica semplicemente: “Io dovevo entrare nel mondo del lavoro. Non sempre in quel tipo di esame era premiato il merito, tant’è che è stato completamente riformato. Non potevo gravare ancora sulla mia famiglia”.

“Quindi – aggiunge il ministro – decisi di fare l’esame a Reggio Calabria. Mi sorpresero – sottolinea – tutte le polemiche. Sa una cosa? Chi ritiene che fare l’esame a Reggio Calabria sia una un problema di immagine è razzista. Reggio Calabria è Italia, come Brescia”.

Allo stesso tempo, però, il ministro conferma quel deficit di qualità delle scuole del Sud che lei stessa aveva denunciato, scatenando molte polemiche: “Non è colpa degli insegnanti, ma delle strutture e delle difficoltà generali del Mezzogiorno. Secondo me bisogna fare della formazione a tutti gli insegnanti, dopo di che, se andiamo a valutare le scuole e vediamo quelle più in difficoltà, quegli insegnanti andranno più formati di altri”.

A proposito della sorella Cinzia, che fa l’insegnante ed è iscritta alla Cgil, Gelmini spiega che “mi dà molti consigli. Condivide le mie proposte, anche perché sono di buon senso. Chi può dirsi contrario – suggerisce – al voto in condotta, al grembiule, al ritorno ai voti? Non siamo mica davanti alla grande riforma della scuola. Questa – sottolinea – è normale manutenzione”.

Quinews

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