Brunetta: “Tornelli anche ai magistrati”

Dopo i fannulloni nella pubblica amministrazione, il ministro Renato Brunetta, in un’intervista radiofonica a Rtl 102.5, ora punta anche i magistrati: ‘Vorrei mettere i tornelli anche per loro’. Il responsabile della Funzione Pubblica, parlando di sprechi ed inefficienze, osserva che ‘non c’e’ solo la sanita’, ci sono i baroni universitari, i corsi universitari per appena 10 studenti e cosi’ via. Ma anche i magistrati, molti magistrati che lavorano solo 2-3 giorni a settimane, 2-3 pomeriggi a settimana e poi stanno a casa’.

“I veri investimenti – ha detto il Miistro Brunetta alla radio – sono semmai necessari per il welfare, la scuola, l’universita’, ma prima bisogna fare un po’ di pulizia nei conti. Pensate che noi paghiamo piu’ di 100 miliardi l’anno solo per la sanita’ e di questi tutti concordano nel ritenere che almeno il 20% e’ frutto di inefficienze e sprechi”. “Sui tornelli – ha proseguito – io l’ho gia’ fatto a Palazzo Chigi, nel mio ministero e vorrei farlo per tutta la pubblica amministrazione, quindi magistratura compresa. Mi diranno di tutto ma io vado avanti”.

Secca la replica dell’Anm, l’Associazione Nazionale delle toghe, che accusa Brunetta di voler confondere e disinformare. ‘Invece dei tornelli servono aule e uffici”, gli risponde il presidente Luca Palamara.

“Il ministro – continua Palamara – confonde il fatto che i magistrati lavorano per due o tre giorni quando in realta’ tengono ogni settimana le udienze due-tre-quattro volte, e dimostra di ignorare che il lavoro del magistrato non si esaurisce nella aule ma necessita della scrittura delle sentenze che il piu’ delle volte i giudici sono costretti a fare a casa a causa della cronica mancanza di uffici e strutture nei quali poter svolgere regolarmente il proprio lavoro”.

“Il ministro – precisa Palamara – evidentemente non ha cognizione di quella che e’ la realta’ degli uffici giudiziari italiani. Dovrebbe sapere che grazie al lavoro dei magistrati, del personale amministrativo, degli avvocati e della magistratura onoraria, la macchina della giustizia e’ potuta andare avanti pur in assenza di mezzi e strutture. E’ arrivato il momento di accendere i riflettori su quello che sono le reali disfunzioni della giustizia. Invece di pensare ai tornelli sarebbe importante rimediare ai tagli ai fondi per le spese di giustizia e alle riduzioni del personale amministrativo”.

Quinews

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