Raid USA in Siria: 8 vittime – Raid USA in Afganistan: 24 vittime

Quattro elicotteri americani hanno violato lo spazio aereo siriano ieri pomeriggio, nella Siria orientale a Sukariya, vicino al confine con l’Iraq, e in un raid aereo hanno ucciso otto persone. La notizia è stata data da Al-Dunia, un canale televisivo privato.

La televisione di Stato e SANA l’agenzia di notizie hanno confermato: ” La Siria denuncia e condanna questo atto di aggressione e le forze americane si assumano la responsabilità per le eventuali conseguenze”.

Il portavoce del Pentagono si è rifiutato di commentare, mentre il sergente Brooke Murphy, portavoce militare degli Stati Uniti ha detto all’agenzia di stampa AFP a Bagdad: “Sono incorso delle indagini”.

Il raid è il primo attacco degli Stati Uniti in Siria. L’attacco è avvenuto contro un edificio dove sono morti otto operai, ma gli interrogativi del perché ciò sia avvenuto adesso alla fine di mandato dell’attuale amministrazione americana, quando dal 2003, inizio della guerra in Iraq, fino ad oggi, non è accaduto nulla di così grave, non si conoscono. 

Da un mese la Siria aveva mandato un ambasciatore a Bagdad, dopo 26 anni, e ha riconosciuto la sovranità territoriale al Libano iniziando i negoziati di pace. Sembra paradossale ma ogni avvio di Pace si verificano dei gravi “incidenti” non sempre giustificabili.

Un altro raid aereo americano, invece, è avvenuto in Afganistan e ha causato la morte di 24 lavoratori della sicurezza di un cantiere edile nella provincia di Ghazni. Il “brutale attacco”, così definito dalle autorità afghane della regione, è stato catalogato dal comando militate degli Stati Uniti contro “decine di militanti armati”.

Diverse operazioni di bombardamento, nelle ultime settimane a Khost e Herat, condotte con meticolosità e scaltrezza dalla parte delle forze americane, hanno avuto come obiettivo non dei combattenti talebani, ma nove vittime dell’esercito afghano la settimana scorsa a Khost e di diverse vittime civili, alimentando nel paese un sentimento anti-americano.

Quinews

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