Comitato Papa Pacelli: “Basta con accuse ingiuste e irricevibili”

Basta con le offese a Papa Pio XII, “venerato dal mondo cattolico e oltre, per il suo coraggio e la sua pazienza”. Lo afferma in una nota il Comitato ‘Papa Pacelli’, in seguito alle nuove polemiche sollevate da alcune comunità ebraiche contro la beatificazione del Pontefice che visse durante la Seconda Guerra Mondiale.

“L’accusa’ al Servo di Dio Pio XII è che, se non è intervenuto più spesso e più esplicitamente, in pubblico, a condanna dei crimini nazisti e a sostegno degli ebrei – si legge nella nota del Comitato – ciò sarebbe stato dovuto, o a un personale pregiudizio antisemita, o a una scelta deliberata e profondamente immorale di anteporre altri ‘interessi’ al suo alto dovere morale; ‘interessi’ che sarebbero stati o la salvaguardia dell’incolumità della propria persona e della propria istituzione (passibili di ritorsioni naziste), o addirittura un qualche calcolo ‘geo-strategico’, che avrebbe preferito la vittoria nazista a quella bolscevica. Quest’accusa – prosegue il Comitato – è sempre da bollare, con assoluta fermezza, come profondamente ingiusta ed irricevibile, e non può nemmeno essere oggetto di dialogo”.

Alcune critiche sostengono che, se il Papa non avesse agito in silenzio, “il Reich sarebbe crollato e lo sterminio degli ebrei evitato. Una tale conclusione – sottolinea il Comitato – è puramente illusoria ed immaginaria, solo che si tenga conto del grado e della profondità della scristianizzazione subita dall’Europa nei due secoli precedenti”.

Inoltre, “che ci siano state molte vite ebraiche salvate, è di per sé fuori dubbio, e oramai rientra nella categoria delle notoria, quae non egent probatione”. “Il tentativo poi di alcuni di contrapporre i gesti eroici di tanti ecclesiastici e religiosi, di intere strutture ecclesiastiche e religiose alla diversa ‘condotta’ della persona del Papa, che presiedeva comunque sulla carità – ribadisce il Comitato Pacelli – è inaccettabile e storicamente infondato in diritto e in fatto”.
In conclusione, il Comitato invita tutti a “distinguere sempre tra l’integrità morale della persona, la bontà della persona, che è fuori discussione, e la ‘bontà’ – e cioè la saggezza e la sufficienza – di scelte da essa compiute nell’adempimento del suo ufficio. Queste scelte possono certamente essere studiate e valutate anche criticamente – è lecito, è normale – pur di non intaccare l’integrità, la buona fede, la buona volontà, la purezza delle intenzioni, la santità di vita del loro autore”.

“Chi ama la verità – è l’esortazione conclusiva del Comitato – studi la storia tutta intera e la smetta di offendere la memoria del servo di Dio, la cui beatificazione riguarda i fedeli cattolici che credono in Gesù Cristo e nella Chiesa e non tollera interferenze”.

Quinews

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