Berlusconi: “Mai più in tv”

Economia, Finanziaria, tv e scuola: tanti i temi toccati dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una conferenza stampa svoltasi a Palazzo Chigi sull’azione del suo governo. Berlusconi, in occasione della giornata dei nonni, ha anche fatto gli auguri a tutti i nonni italiani.”Non stiamo qui a scaldare la sedia – ha detto il premier – e non abbiamo nessuna intenzione di galleggiare. Vogliamo cambiare il Paese sennò andiamo a casa. Con la prossima legge Finanziaria si cambia strada: è una manovra che vuole mettere in ordine i conti pubblici”.

Berlusconi attacca i governi che l’hanno preceduto: “Scegliendo la politica del consenso – ha osservato – hanno creato un miracolo in negativo, moltiplicando il debito pubblico di 8 volte dal 1980 a oggi. Ora l’esecutivo è impegnato a rimettere in ordine i conti e non è una cosa piacevole… bisogna fare i salti mortali”.

Sulla situazione della finanza mondiale, il leader del Pdl ha detto: “C’è una situazione finanziaria americana e internazionale che ci tiene svegli la notte. Sabato a Parigi vedremo (Sabato a Parigi si riunirà il ‘G4′ (Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia) per decidere contromisure per gestire la crisi finanziaria che sta investendo anche l’Europa, ndr). Tutto ciò che posso dire è che siamo in contatto continuo con i governi degli altri paesi europei”.

Per quanto riguarda la tv, Berlusconi, criticando duramente “alcune trasmissioni”, ha annunciato: “Gli italiani non vedranno più Silvio Berlusconi né i ministri del suo governo in tv”. “Se non cambia l’atteggiamento della sinistra – ha polemizzato il premier – fatto di puro insulto e puro mendacio, a noi non conviene esporci al genere di attacchi che ho visto ultimamente in tv”. “Non credo – ha aggiunto – che chi ha un ruolo di governo debba andare in tv a sottostare a insulti e menzogne senza poter smentire o controbattere”.

Il Cavaliere, a tal proposito, parla di “giornalisti militanti”, di “conduttori che non riescono a reggere le pressioni di signori della sinistra che raccontano il contrario del vero”. “Stando così le cose – dice ancora – “a noi non conviene partecipare”.

Sulla riforma della scuola del ministro Gelmini, il presidente del Consiglio ha attaccato l’opposizione: “I leader dell’opposizione – ha detto – si sono inventati l’ennesima menzogna, la presunta cacciata di 87mila docenti. Non c’e’ e non ci sarà nessuna cacciata. Il numero di 87mila è quella degli insegnanti in meno che abbiamo programmato da qui a tre anni e che si realizzerà con i pensionamenti e il blocco del turn over”. ‘Non vogliamo – ha concluso – che la scuola diventi ammortizzatore sociale come voluto dalla sinistra e dai sindacati. Noi vogliamo una scuola dove il merito non sia valutato rispetto ad una tessera sindacale di appartenenza”.

Quinews

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