LA BOUVETTE DELL'INFORMAZIONE
Venerdì 24 Maggio 2013

Chi Siamo

Siamo curiosi e ficcanaso.

Siamo attente vedette di ciò che ci circonda.

Siamo amanti del semplice e del sobrio.

Siamo sognatori infaticabili, liberi e indipendenti.

Siamo parte di tanti ma guardiamo a tutti.

Abbiamo tante idee e non ci sentiamo svincolati da nessuna di esse.

Crediamo nella tolleranza, nel rispetto e nella giustizia.

Crediamo nel tempo e non ci sentiamo vittime del suo scandire.

Amiamo la vita, la democrazia e odiamo la sottomissione, la soggezione, l’oppressione.

Consideriamo proibito proibire. Comunicare ci rende migliori.

Offrire alla nostra bouvette assaggi di informazione ci inorgoglisce.

Siamo convinti che scrivere, leggere e riflettere sono momenti di un’unica azione……

che abbatte i muri, deprime l’insofferenza, umilia la prepotenza, mortifica la violenza.

E, soprattutto, accresce gli animi…





Philip Meyer, docente di giornalismo all’università della North Carolina e autore del saggio “The Vanishing Newspaper”, ha calcolato che l’ultima copia cartacea del “New York Times” sarà stampata nel 2043. A noi, amanti del buon giornalismo, di quello fatto su carta e scritto con l’inchiostro, ci piace pensare che i calcoli del professor Mayer siano sbagliati.

La carta, il ‘lenzuolo’ o il ‘tabloide’, la tecnica di stampa, l’inchiostro, il suo tingere e il suo odore, fanno parte della nostra vita quotidiana e facciamo davvero fatica a pensare che da quella data tutto questo possa finire. E’ vero: la tecnologia avanza, gli strumenti di comunicazione cambiano, l’informazione corre veloce come non mai, il tempo della gente diminuisce e internet si diffonde sempre più.

Internet, appunto. Alcuni lo considerano il principale responsabile della crisi strutturale dell’informazione tradizionalmente intesa. Altri lo additano come il protagonista del profondo ripensamento di stili e di convenzioni giornalistiche oggi in atto. Molti, invece, lo accusano di essere il nemico numero uno.

“quinews, la bouvette dell’informazione online” vuole provare a dare una risposta soprattutto a questi ultimi. Tra un presente contrassegnato da una fuga di notizie a ritmi velocissimi, praticamente in tempo reale, e un futuro, che, con tutta probabilità, vedrà il ruolo e l’autorevolezza di quotidiani e di riviste cartacee notevolmente ridimensionato, all’orizzonte può esserci una terza via, sinergica e allo stesso tempo funzionale ad ambedue le tecniche di comunicazione e che può raggiungere forme di compromesso tra i due canali di distribuzione della ‘notizia’. La rapidità di divulgazione di informazioni, correlata alla capacità degli uomini di veicolarla con mezzi e strumenti sempre più avanzati è il nostro tentativo editoriale.

Per noi, internet rappresenta una sorta di ‘ancora’ di salvezza per tutta la comunicazione, in grado, da una parte, di rinnovarne la formula stilistica dell’informazione e, dall’altra, di allargare la platea dei fruitori della stessa, anche grazie ai costi economici bassi e più accessibili.

Provarci sarà il nostro imperativo, destare curiosità il nostro piacevole obiettivo.

Il caffè

“In delitto Matteotti complicità parte politica e sociale italiana del tempo”

STORIA, IL DELITTO MATTEOTTI SECONDO NICOLA TRANFAGLIA - “Il delitto Matteotti è per molti aspetti paradigmatico di un movimento come quello fascista che è andato al potere alternando i metodi violenti dello squadrismo e utilizzando anche le elezioni, attraverso alleanze più o meno di successo, soprattutto attraverso l’atteggiamento positivo che la monarchia sabauda da una parte e delle gerarchie vaticane dall’altra hanno avuto rispetto al movimento fascista. Quel delitto nasce da un progetto di quello che diventerà il dittatore italiano Benito Mussolini e dalla complicità di alcune parti della politica e della società italiana”. E’ quanto afferma Nicola Tranfaglia, storico e docente universitario italiano, in un’intervista al nostro giornale, sul delitto Matteotti, a seguito della pubblicazione del libro “Il corpo di Matteotti” di Italo Arcuri, giornalista e vicesindaco del Comune di Riano, paese dove il 16 agosto 1924 fu ritrovato il corpo di Giacomo Matteotti.

“Giacomo Matteotti - continua Tranfaglia - era un deputato che non era assolutamente dogmatico né legato potenze straniere e che aveva lottato accanitamente contro le violenze e contro ogni instaurazione del fascismo. Il delitto spinse anche persone che non erano entrate nella vita politica, e che non volevano impegnarsi direttamente, a lottare affinché il delitto fosse punito e che i responsabili pagassero per quello che avevano fatto. Il delitto Matteotti - conclude Tranfaglia - è sicuramente significativo rispetto alla nascita e allo sviluppo del fascismo”.

Firenze: “Contro il razzismo e contro il fascismo sempre”

Oggi Firenze ricorda Samb Modou e Diop Mor i due uomini senegalesi, venditori ambulanti, uccisi un anno fa nell’agguato in piazza Dalmazia. Modou e Diop Mor furono uccisi tra la folla, tra i banchi del mercato di piazza Dalmazia dalla violenza razzista di un assassino Gianluca Casseri, estremista di destra che si è suicidato poi durante un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine. Dalle ricostruzioni l’assassino cercò le sue vittime e sparando a freddo, uccise Samb Modou e Diop Mor e ferì altri tre venditori ambulanti, con un unico movente: “migranti e di pelle nera”.