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Pio XII, tra virtù e dubbi…

“Il fatto che i Decreti sulle virtù eroiche di Papa Giovanni Paolo II e Pio XII siano stati promulgati nello stesso giorno, non significa un ‘abbinamento’ delle due Cause da ora in poi”. Lo ha affermato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi dopo che l’annuncio della prossima beatificazione di Eugenio Pacelli aveva suscitato i malumori di alcuni ambienti ebraici.  “Le due Cause – ha detto Lombardi – sono del tutto indipendenti e seguiranno ciascuna il proprio iter. Non vi è quindi nessun motivo di ipotizzare un’eventuale beatificazione contemporanea”. La virtù eroiche per la beatificazione di Pio XII, inoltre, riguardano, per il portavoce vaticano, il suo rapporto con Dio, la sua fede, e “non la valutazione della portata storica di tutte le sue scelte operative”.

Più in generale, Lombardi ha chiarito che “le disposizioni di grande amicizia e rispetto del Papa Benedetto XVI verso il popolo ebraico sono state già testimoniate moltissime volte e trovano nel suo stesso lavoro teologico una testimonianza inconfutabile. La recente firma del Decreto non va in alcun modo letta come un atto ostile contro il popolo ebraico e ci si augura che non sia considerata un ostacolo sul cammino del dialogo fra l’ebraismo e la Chiesa cattolica”.

La presa di posizione del Vaticano, che è un vero e proprio chiarimento nei confronti di Israele e della comunità ebraica internazionale, la dicono lunga sull’opportunità di procedere alla beatificazione di Pio XII.  “Apprezzo la tempestività e l’attenzione del Vaticano, che per tramite del direttore della Sala Stampa, padre Federico Lombardi, ha risposto oggi con una nota sul decreto sulle ‘virtu’ eroiche’ di Pio XII ad alcune domande essenziali di parte ebraica. Sono importanti sia la distinzione dell’aspetto religioso della questione da quello storico sia la precisazione che la causa di beatificazione avrà un suo iter indipendente”. Lo ha detto il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. “Certamente – continua Di Segni – rimane aperta e controversa la valutazione storica ma è rilevante la comprensione vaticana della ‘richiesta di avere aperte tutte le possibilità di ricerca’. Considero la nota un opportuno segnale distensivo”.

Sul fronte politico, critiche alla Chiesa arrivano dal PdCI che, per bocca di Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale, chiede al Vaticano “perchè beatificate Papa Pacelli? Per il suo anticomunismo e per il suo silenzio sul nazismo?”. “La decisione di Ratzinger – continua l’esponente del PdCI -non rende onore alla Chiesa e alla sua missione pastorale di salvezza. I rapporti tra Pio XII e la Germania nazista di Hitler sono arcinoti. Il Vaticano prima di procedere avrebbe fatto bene ad aprire gli archivi, come da tempo richiesto da molti storici e politici internazionali, per fare piena luce su su una delle pagine più buie della storia della Chiesa. Sono troppe, e tutte pesanti, infatti, le omissioni ed i depistaggi che le autorità ecclesiastiche continuano ad avere sulla figura di Pacelli. Come tenne a dire lo storico John Cornwell: “Se Papa Pacelli avesse dispensato i cattolici dall’obbedire ai nazisti, l’intera storia del ventesimo secolo sarebbe potuta essere diversa”. Come dargli torto?

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