La questione dell’anacronistica ed incomprensibile riduzione - eliminazione dell’informatica nel settore Economico, era stata sollevata dai docenti di Informatica dell’Istituto Tecnico “Costa” di Lecce a livello nazionale nel novembre scorso inviando una lettera aperta al Ministro Mariastella Gelmini con la specifica richiesta di riconsiderare gli indirizzi del settore economico e di prevedere possibilmente la continuità del percorso di eccellenza cha la scuola salentina stava conducendo da diversi anni e che gli ha fatto meritare il titolo di scuola più premiata d’Italia per l’informatica e per i servizi web.

L’ITC “Costa” di Lecce che negli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti e premi in tema di Informatica, con gli alunni nel 2005 premiati direttamente dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi presso il Quirinale, ha ottenuto un ripensamento del Ministero con il supporto dei pareri delle Commissioni della Camera e del Senato che sono giunti nel frattempo ottenendo dignità per l’insegnamento di informatica.
Una nave alla fonda perché costa troppo farla navigare (200.000 euro al giorno), sta per giungere ad Haiti, arrivo previsto il 2 febbraio dopo la sosta del 28 gennaio nel porto di FORTALEZA (Brasile) dove ha imbarcato 60 persone tra tecnici e personale sanitario delle Forze Armate brasiliane compresi medici ed infermieri civili, oltre a due elicotteri della marina brasiliana e materiali vari, nell’ambito dell’intervento congiunto Italia - Brasile per la missione umanitaria ad Haiti.
Stiamo parlando della portaerei Cavour salpata martedì 19 gennaio dal molo di Fincantieri al Muggiano, La Spezia; un ospedale galleggiante per le emergenze che giunge ad Haiti a tre settimane dal sisma.
Francesco Vignarca di Rete Disarmo parlando ai microfoni di CNRmedia si chiede: “Non era meglio dare quei soldi alle organizzazioni umanitarie?”.
Vignarca continua: “Non contestiamo il fatto che sulla nave ci siano aiuti ma contestiamo la poca trasparenza dell’operazione, la Cavour era una nave alla fonda perché i costi per farla navigare erano troppo alti. Addirittura si doveva fare ancora il rodaggio. Sembra che la missione ad Haiti serva soprattutto a testare la nave. I militari dicono che la Cavour costa 200mila euro al giorno solo di navigazione. Facendo il conto dei giorni impiegati solamente per arrivare ad Haiti, dove tra l’altro arriverà con un ospedale per le emergenze tre settimane dopo il sisma, non era meglio usare quei soldi per finanziare le organizzazioni già sul campo, magari organizzando un ponte aereo?”.
La decisione di mandare la nostra portaerei ad Haiti ha suscitato numerosi interrogativi.
L’invio della più imponente macchina da guerra galleggiante di cui disponiamo con la motivazione di fornire una base d’appoggio per le squadre di operatori italiani e di altri Paesi partner presenti sembra riduttivo.
Le dichiarazioni del ministro della Difesa La Russa: “La missione ad Haiti si può svolgere grazie anche alla collaborazione di aziende che hanno contribuito a sostenere i costi alleviando anzi quasi annullando la necessità di risorse aggiuntive” ed ancora “Le aziende saranno in grado di coprire il 90% dei costi dell’operazione e si tratta di società come Finmeccanica, Fincantieri, Eni, molte di queste che lavorano con il militare e che hanno realizzato questa nave” (Agi, 19 gennaio); lasciano perplessi per la mancanza di informazioni su una tale sponsorizzazione privata ad una “missione umanitaria” del Ministero della Difesa e sulle modalità di gestione di una missione che coinvolge mezzi e personale militare senza un’adeguata comunicazione al Parlamento.
Via degli Astalli occupa nella memoria di pochi un posto privilegiato, la sua posizione a perimetro di palazzo Venezia, di quella parte di Palazzo Venezia sfrattata e trasferita dalla sua posizione originale, a differenza degli altri lati più blasonati come Piazza Venezia, Piazza San Marco e via del Plebiscito; la rendevano la via meno interessante del contesto, e la direzione consentita alle auto la meno utile per essere percorsa.
Un’oasi di pace nel cuore di Roma.
Calpestare il selciato di via degli Astalli era quanto di più inaspettato potesse capitare ad un turista, ed i pochi romani che di proposito la percorrevano sapevano che il silenzio cadeva in quel canale di mura appena si voltava l’angolo.
Caos, traffico, clacson si azzittivano e scomparivano ed anche l’aria sembrava con meno smog.
Poi, un giorno, una strana coincidenza, il cambio dell’inquilino del Palazzo che fronteggiava uno degli sbocchi di via degli Astalli, ossia Palazzo Grazioli, e tutto finì.
Invertito il senso di marcia per sfiancare meno via del Plebiscito si perse la verginità della strada e via degli Astalli iniziò ad essere penetrata in maniera continua e violenta dalle auto.
Finita la sua inutilità urbanistica che ne caratterizzava la particolare ricchezza divenne una squallida strada di traffico del lato più povero di Palazzo Venezia.
La cronaca di questi giorni parla della morte di una senza tetto di circa sessanta anni con molta probabilità stroncata da un infarto causato dal freddo.
Via degli Astalli non ha saputo proteggerla dalla rigidità della notte.
Nessuna colpa si può imputare all’uomo più ricco e potente d’Italia, inquilino del Palazzo che dista venti passi da via degli Astalli.
Neppure, chiedersi come sia possibile per una persona rimanere per terra fino a morirne senza che suscitasse “curiosità” a chi preposto al presidio di un’area che dovrebbe essere tra le più sicure dell’intero territorio italiano.
Nessuna polemica.
Ripercorrendo i propri passi in via degli Astalli, chi scrive vuole solo suscitare un ricordo a chi, da domani, si troverà ad attraversare via degli Astalli, in memoria di un essere umano che la nostra incapacità civile non ha impedito che si spegnesse.
Nasce il popolo viola con le radici nel No-B-Day di recente memoria, la pagina ufficiale su facebook http://www.facebook.com/pages/Il-popolo-viola/196502997854?v=wall si prefigge come obiettivo principale quello di “chiedere le dimissioni di Berlusconi”.
Ma non solo.
Attraverso il metodo della partecipazione democratica, il gruppo costituito vuole costruire un progetto e “non un partito” di rinnovamento per il Paese partendo dalle proposte che nasceranno dalla rete.
Il sindaco Moratti ha commentato la manifestazione nazifascista che si è tenuta nel cuore di Milano con tanto di saluti romani all’ingresso e ospiti internazionali del “gotha” del neonazismo dicendo: ”Convegno impossibile da vietare, la libertà di manifestare è garantita dalla Costituzione”.
Come viene riportato dal Corriere della sera, domenica sono arrivati 300 rappresentanti dell’estrema destra scortati dalla polizia all’hotel Cavalieri, mentre a 700 metri di distanza, nella piazza della Scala si teneva la manifestazione antifascista dei centri sociali e dei partiti della sinistra. Tra le due realtà un massiccio sistema di sicurezza di polizia e carabinieri. Da una parte un paio di saluti romani che accolgono il leader di Forza Nuova Roberto Fiore ( che poi dirà: «non li ho visti»). Dall’altra, una grande scritta «Resistenza» sventola sul punto più alto del teatro simbolo di Milano.
La polemica del PD verso il sindaco Moratti che non ha trovato un minuto per dire che gli estremisti di destra non sono graditi in una città medaglia d’oro della Resistenza, visto lo scandaloso silenzio. Giampiero D’Alia presidente dei senatori dell’Udc ha detto: “Ripugnano il silenzio e la tolleranza del governo nei confronti del raduno nazifascista nel cuore di Milano”.
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