Vaclav Klaus “costretto” a firmare il Trattato di Lisbona

Il presidente Vaclav Klaus, oppositore del documento, ha firmato il trattato di Lisbona completando il processo di ratifica da parte dei paesi dell’UE.
La Repubblica Ceca è stato l’ultimo paese dell’UE.
L’opposizione alla firma del presidente Vaclav Klaus che paventa con l’entrata in vigore del trattato la cessazione della Repubblica ceca come Stato sovrano, è durata fino al pronunciamento del verdetto finale della Corte costituzionale che ha stabilito il Trattato di Lisbona conforme alla Costituzione della Repubblica e, di fatto, costringendolo alla firma.
La preoccupazione del Presidente ceco è che l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona senza riserve nella Repubblica ceca, sia l’inizio di nuove richieste d’indennizzo da parte dei 3 milioni di tedeschi espulsi dalla Cecoslovacchia dopo la seconda guerra mondiale.

Klaus ritiene che Praga dove avere la garanzia che il Trattato di Lisbona non ha come conseguenza l’abolizione dei decreti Benes, ossia quei decreti, del 1946, del governo cecoslovacco, guidato dal Presidente Edvard Benes, che stabilì la privazione della proprietà della popolazione tedesca in Cecoslovacchia e la cacciata dei tedeschi dal paese.
Il Trattato di Lisbona firmato in Portogallo nel dicembre 2007 fornisce una serie di riforme istituzionali per l’Unione europea, compresa l’introduzione della Presidenza del Consiglio e del Ministro degli Esteri e una nuova procedura per la formazione della Commissione europea.

Quinews

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