“Ecomafie, troppe leggi favoriscono l’illegalità”

LO DENUNCIA LEGAMBIENTE – “Sulla tutela dell’ambiente l’Italia sta arretrando e questo rischia seriamente di essere un regalo alle ecomafie e alla criminalità ambientale”. L’allarme arriva dal 1* Forum nazionale Ambiente e legalità di Legambiente, che ha riunito legislatori, ambientalisti, industria e magistratura per un confronto teso alla semplificazione delle norme ambientali e all’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel codice penale.

“In tema di ambiente infatti – ha dichiarato il sostituto procuratore tribunale di Tivoli e co-presidente Centri di Azione Giuridica di Legambiente, Luca Ramacci – esistono leggi che non funzionano e che sarebbe stato meglio non fare, come il cosiddetto Testo Unico ambientale. Un codice che dal 2006 ad oggi ha subito una trentina di modifiche che non hanno portato miglioramenti e che si ha intenzione di modificare ancora. Ci sono poi leggi che funzionano troppo, nel senso che prevedono sanzioni sproporzionate e territorialmente circoscritte, come la legge per l’emergenza rifiuti in Campania, che consente di arrestare chi abbandona un rifiuto ingombrante ma lascia inalterate le sanzioni irrisorie previste per altre condotte piu’ dannose per l’ambiente come avviene, ad esempio, per i depuratori comunali fuori legge che continuano ad essere puniti anche con irrisorie sanzioni amministrative. E infine – conclude Ramacci – ci sono leggi fatte bene ma non applicate, come quella urbanistica che fornisce agli enti locali strumenti efficienti per la repressione dell’abusivismo che pero’ gli amministratori, specie quelli comunali, si guardano bene dall’utilizzare con conseguenze disastrose per l’ambiente ed il patrimonio dell’ente”.

Negli ultimi anni, secondo Legambiente, in materia di legislazione a tutela dell’ambiente sono stati fatti pericolosi passi indietro. A partire dal disegno di legge sulle intercettazioni che potrebbe favorire reati di traffico illecito di rifiuti e di incendio boschivo doloso. Questi delitti, infatti, secondo Legambiente, dovrebbero essere inseriti tra quelli per i quali magistratura e forze dell’ordine possono continuare ad avvalersi di strumenti d’indagine fondamentali, come le intercettazioni, visto che si tratta di reati quasi sempre appannaggio della criminalita’ organizzata che grazie a queste azioni si arricchisce e alimenta nuovi racket, e che rappresentano uno sfregio spesso irreparabile al territorio e alle comunità che ci vivono.

Ma a preoccupare Legambiente c’è anche la proroga per la Legge Delega. Un emendamento dell’esecutivo al ddl 1082 (che si occupa peraltro di materie completamente diverse), già votato in sede di commissioni, che proroga al 30 giugno 2010 il termine per l’emanazione di correzioni e integrazioni in materia ambientale. Legambiente e le maggiori associazioni ambientaliste italiane hanno scritto ai capigruppo del Senato per chiederne la cancellazione perche’ con un simile emendamento una normativa importante e complessa come quella ambientale sara’ dominio pressoche’ esclusivo del Governo a netto discapito del ruolo del Parlamento.
Cosi’ come la delega in bianco al Ministero dell’Ambiente per l’inquinamento industriale che prevede, tra le altre cose, l’istituzione di una procedura alternativa di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di bonifiche e di risarcimento del danno ambientale, che potrebbe togliere la possibilita’ a enti locali, cittadini, associazioni di avere un ruolo nei procedimenti per danno ambientale e in materia di bonifiche di siti inquinati.

Nell’elenco di Legambiente si ricorda poi il rischio di bracconaggio legalizzato che potrebbe derivare dall’approvazione del cosiddetto ddl Orsi. Un disegno di legge che dovrebbe riformare la legge 157/92 (attivita’ venatoria) e che invece annulla qualsiasi disciplina e incentiva la caccia libera, per la gioia dei bracconieri.
Un’ipotesi basata sulla piu’ totale deregulation, criticata dagli ambientalisti come dalle principali associazioni venatorie.

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