I cocci della targa di Matteotti distrutta a Roma vengano ricomposti a futura memoria

Distrutta la targa in memoria di Giacomo Matteotti a Roma.
I cocci vengano riassemblati per non darla vinta all’ignoranza.
Ieri l’altro a Roma vandali senza volto e senza nome hanno frantumato la targa dedicata a Giacomo Matteotti, posta sul lungotevere Arnaldo Da Brescia. L’episodio avviene a pochi giorni dal 27 gennaio, Giorno della Memoria. Un gesto osceno e vigliacco, tipico di chi pensa che la Storia, la memoria di ciò che è stato, possa e debba essere ridotta a cocci e brandelli.

Quei cocci e quei brandelli di marmo della targa dedicata a Matteotti, cosi violentemente distrutta, non siano buttati in discarica ma vengano recuperati e riassemblati. Così a futura memoria di un atto ignorante, codardo perché cattivo, mascalzone perché insensibile e infame perché disgustoso. Rinsaldare e ristrutturare quei cocci e quei branbdelli sarebbe la risposta migliore agli analfabeti della Storia dell’ultima ora. Significherebbe far capire loro che quella lapide resiste, è indistruttibile, e che nemmeno un frammento di quella lapide abbattuta è andato perduto a causa della loro stupidità. Solo una zucca vuota, infatti, può arrivare a far tanto. Il tutto anche per non dimenticare il monito di Matteotti racchiuso nella lettera alla moglie datata 6 aprile 1918….
«Ognuno vedendo da vicino le cose del proprio tempo,
le crede le più grandi,
le più decisive della storia;
la quale invece va ad assai piccoli passi,
e spesso ritorna anche indietro». Italo Arcuri, autore del libro “Il corpo di Matteotti”


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