Statua di Papa Wojtyla – riappare “la cosa”


Riappare ai cittadini romani la statua di Papa Wojtyla in piazza dei cinquecento, opera dello scultore Oliviero Rainaldi, dopo aver subito il tentativo di riqualificazione estetica oltre alla risistemazione della superfice immediatamente deteriorata nei mesi successivi alla prima inaugurazione.
L’accanimento terapeutico verso quest’opera è singolare considerando l’ennesimo risultato che da bozzolo non riesce a trasformarsi nemmeno in crisalide, pretendere che distenda le proprie ali tra le millenarie opere d’arte di Roma inizia a far pensare a forme patologiche d’ignoranza estetica. L’unica peculiarità che si può riconoscere è il valore simbolico che la lega a una delle figure contemporanee più amate della Chiesa, il cui rispetto le permette di non subire sbeffeggi e irriverenze dai cittadini e dai pellegrini.


Pensare che l’aver ammorbidito la lastra informe “simbolo” di un abbraccio e l’aver “spalmato” l’ombra su un piedistallo più ampio possa essere considerato un ripensamento artistico, vuol dire non voler accettare il misero tentativo di rendere “la cosa” meno brutta.
Non basteranno una forma più morbida e una sommità, dove rimane prigioniero un pensiero sotto la stilizzazione della mitra che sembra “perdonare” i responsabili di un tale orrido impianto per far accettarla ai romani.


“La cosa” che tendeva al verde con nulla di artistico o di religioso, meno che d’opera d’arte era stata inaugurata il 18 maggio del 2011 nel giorno del compleanno del Papa, riproposta oggi 19 novembre 2012 è la palese incompetenza a vari livelli che manifesta diciotto mesi passati inutilmente, oggi, come diciotto mesi fa, ne chiediamo la rimozione in contemporanea con i responsabili, lo dobbiamo a Papa Giovanni Paolo II.

Carmelo Sorbera

Carmelo Sorbera

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