“Bisogna rispondere, ma con le dovute maniere”


Alle parole del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi la risposta che riteniamo più adeguata ed autentica arriva dal “COMITATO FAMILIARI VITTIME CASA DELLO STUDENTE“:
«“Bisogna rispondere, ma con le dovute maniere”
E’ questa la prima cosa che ci siamo detti noi familiari delle giovani vittime della casa dello studente a fronte delle stupefacenti esternazioni di Berlusconi.
Noi, che abbiamo perso tutto, che non avremo più un futuro perché la morte di un figlio azzera ogni prospettiva, siamo stati e siamo capaci di autocontrollo e di rispetto.
Due atteggiamenti che hanno scandito il nostro percorso di dolore, la nostra richiesta di giustizia.
Atteggiamenti di cui il premier dovrebbe fare largo uso in situazioni estremamente delicate, anziché attaccare, come è ormai consuetudine, la magistratura e accusare coloro che sono stati colpiti da lutti immedicabili e che, forse, si sarebbero potuti evitare, di incontrollabile furia omicida.
Non si può che gridare Vergogna dinanzi a tanta insensibilità e ad un linguaggio profondamente offensivo.
E non si può non pensare che, magari, ci troviamo di fronte ad un gioco sporco, che si fa beffe anche dell’etica istituzionale: utilizzare pretesti, calunnie e sospetti per abbandonare L’Aquila al suo destino. Ma sarebbe veramente troppo e drammaticamente triste, poiché significherebbe usare il nostro dolore.
Berlusconi farebbe bene a leggere la lettera che Bertolaso, Capo della Protezione Civile, in data 5 luglio 2009, inviò a Sergio Bianchi, padre di Nicola, che non c’è più, nella quale al disperato grido di dolore di questo padre risponde:“I morti dell’Aquila potevano non esserci e soprattutto essere molto meno tra i giovani. Confido in coloro che devono, per loro compito, individuare responsabilità personali dirette, omissioni dolose, irresponsabilità colpevoli, perché è giusto che non si chiami disgrazia o fatalità ciò che poteva essere evitato, ma accetto di essere parte di una classe dirigente che, nel suo insieme, non ha saputo fare ciò che era possibile per evitare lutti e dolori a tante, troppe persone”.
Al premier, inoltre, sfugge un piccolo, non trascurabile dettaglio: gran parte degli studenti che hanno perso la vita, in quella tragica notte, erano “fuori sede”, ossia provenivano dalle regioni limitrofe.
Cosa farà allora? Richiamerà la Protezione Civile anche dalla Basilicata, dalla Puglia, dalla Campania, dal Lazio ecc. ecc.?
COMITATO FAMILIARI VITTIME CASA DELLO STUDENTE»

Il Premier aveva detto: «…tra le altre cose ho pregato in questi giorni la Protezione Civile di non mandare più nessuno all’Aquila in Abruzzo, con magari la scritta Protezione Civile, che dopo che la magistratura abruzzese ha indagato per omicidio colposo i membri della Protezione Civile che non hanno saputo avvisare i cittadini del terremoto “Se uno ha avuto qualcuno che è morto sotto le macerie ed ha una mente fragile magari gli viene in mente di sparargli un colpo in testa”, quindi la Protezione Civile non si recherà più in Abruzzo finché esisterà questa accusa di omicidio colposo».

Quinews

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