Rosy Bindi: Minzolini “ancora” direttore del Tg1?

«Altro che Zimbabwe! Il direttore generale della Rai non dovrebbe lamentarsi per le pressioni che riceve evocando paesi più civili e seri del nostro. Solo nell’Italia prigioniera dell’invasivo conflitto d’interessi di Berlusconi si può leggere una storia come quella che ha raccontato oggi il “Fatto quotidiano”» è quanto dichiara Rosy Bindi, Presidente del Partito Democratico che aggiunge: «Si conosceva la sua insofferenza al pluralismo delle idee e alla libera informazione. Ne abbiamo visti tanti frutti amari, dall’editto bulgaro fino all’ultimo blitz sulla “impar condicio”. Stavolta emerge la vergogna di pesanti e plateali condizionamenti condotti in prima persona dal capo del governo, proprietario della più importante azienda privata di comunicazione del Paese, a danno di trasmissioni del servizio pubblico come “Annozero”». Ed ancora: «Anche così si delegittimano le istituzioni. È intollerabile servirsi di chi dovrebbe svolgere una funzione terza, di vigilanza sull’equilibrio e la correttezza del sistema delle comunicazioni, per mettere la mordacchia all’informazione più scomoda e più seguita delle reti Rai».
Bindi conclude: « Alla luce di quanto sta emergendo, la Rai non è tenuta a pagare multe né ad ottemperare alle diffide di un’Authority priva di credibilità e di autonomia. Quanto al ruolo di Minzolini, mi chiedo cosa aspetti il Cda della Rai a revocare la nomina a direttore del Tg1 e l’Ordine dei giornalisti ad intervenire per difendere la dignità della professione».

Quinews

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