Consulta, “sentenze Corte non emesse per disegni politici”

“Chi volesse vedere nelle sentenze della Consulta non dico un disegno ma anche soltanto un orientamento coerente sul piano, alla Corte estraneo, della politica di questo o quel partito e di questo o quel movimento, resterebbe deluso”. E’ quanto afferma il presidente della Corte Costituzionale, Francesco Amirante, nella tradizionale relazione di inizio anno sulla giurisprudenza costituzionale che precede il consueto incontro con la stampa a Palazzo della Consulta. “L’orientamento, come è doveroso – continua – è stato sempre quello del rispetto e della attuazione dei principi costituzionali”.

“Queste sentenze – precisa – al pari di tutti i provvedimenti emessi, mentre testimoniano la vastità e la diversità dei campi della vita sociale sui quali incide la nostra attività, hanno prodotto i più disparati giudizi, come è giusto che sia”. Ciò, si fa osservare, nonostante il fatto che “la Corte, dal primo gennaio 2009, sia cambiata soltanto per un componente”.

Ecco allora che ne consegue che “quando una Corte o un tribunale costituzionale dichiara la illegittimità di una legge con compie nulla di strano o peggio di illegittimo ma emette una decisione che rientra nello svolgimento del principale dei suoi compiti istituzionali. Forse – conclude Amirante – la vera bizzarria potrebbe consistere nel meravigliarsene”.

Redazione

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