Scuola, riapertura con polemica

“Criticare è legittimo ma comportarsi così significa far politica a scuola e questo non è corretto. Se un insegnante vuole fare politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere”. In occasione della riapertura delle scuole, il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, in un’intervista al “Corriere della Sera”, torna a lanciare il monito già pronunciato giorni fa.

Oggi al “Corsera” Gelmini ribadisce il concetto riferendosi, senza citare casi specifici, a “alcuni dirigenti scolastici e insegnanti, una minoranza, che disattendono l’applicazione delle riforme”, ad esempio provando a mantenere il modulo al posto del maestro unico. Si mettano in politica e lasciano la scuola, e’ l’esortazione di Gelmini.

Il ministro si concentra poi sulle manifestazioni di protesta in programma oggi (anche a Bologna): “Rispetto chi contesta, ma sono convinta che si tratti di un numero molto limitato di persone. Limitato rispetto ai tanti genitori e studenti che non vogliono sentir parlare di una scuola mediocre. E che non vogliono sentir parlare solo di organici e di curriculum, ma di scuola come luogo di educazione, di un servizio che dovrebbe stare a cuore a tutti. Come gli ospedali”.

La scuola “non puo’ essere- aggiunge- il luogo della protesta della sinistra e della Cgil”. La protesta, riconosce, “esprime un disagio reale e va rispettata, ma la sinistra preferisce salire sui tetti per esprimere solidarieta’ ai professori e cavalcare il disagio sociale senza assumersi responsabilita’ per il passato”.
Gelmini spiega cosi’: “Per anni, complici i sindacati, si e’ data la sensazione che ci fosse spazio per tutti quelli che volevano fare gli insegnanti per poi lasciarli in graduatoria anni e anni. Sono state vendute illusioni che si sono trasformate in cocenti disillusioni”.

Quinews

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