Lombardo: “La Giunta venuta su male è bastato poco per abbatterla”

L’annuncio a sorpresa del Presidente della Sicilia, Raffaele Lombardo di azzerare la giunta siciliana e di dare vita ad un nuovo esecutivo entro 48 ore, epilogo di uno scontro all’interno della maggioranza che si trascinava da tempo, pone la Sicilia all’attenzione nazionale.


In un’intervista Lombardo dice: ” Giunta azzerata per ricostruire, perché come una costruzione venuta su male non c’è bisogno di un sisma neanche del 1° grado, basta, così un po’ di vento perché la costruzione si abbatte”.
Un epilogo nell’aria da un po’ di tempo, ma che nessuno si aspettava veramente che accadesse, ossia: l’azzeramento della giunta.
Lombardo ha spiegato: ” non posso considerare alleati coloro i quali pur facendo parte della maggioranza hanno sviluppato un’oggettiva azione di opposizione al mio governo”, ed è andato oltre sostenendo che in 48 ore ci sarà una nuova giunta formata anche da tecnici ed esponenti del mondo produttivo e sindacale della Società Civile e che chiederà sul programma il consenso di chi vorrà starci, una sorta di governo istituzionale dunque.
Le dichiarazioni del Premier Berlusconi che esprimeva perplessità sull’utilizzo dei fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) destinate alla Sicilia ed ancora bloccati a Roma hanno innescato il tutto, proprio sui Fas si è giocata una delle partite più dure all’interno della maggioranza, in particolare dentro il popolo della libertà, con uno scontro aspro tra il sottosegretario Miccichè e il coordinatore regionale del Pdl Castiglione.
Tra i momenti di tensione più alti in questi mesi quello sulla riforma sanitaria approvata dopo un lungo braccio di ferro tra gli esponenti del popolo della libertà e dell’Udc in contrasto con l’assessore Russo; e poi la polemica a distanza tra Lombardo ed il Presidente dell’Ars, Cascio che aveva definito il governo: “Il peggiore degli ultimi 15 anni”, ma anche i contrasti sulle nomine dei dirigenti generali della Regione, un continuo botta e risposta durato anche nell’attuale campagna elettorale per le europee ed amministrative.
Il Coordinatore regionale del Pdl, Castiglione sdrammatizza e precisa la posizione del Pdl, dicendosi pronto a rilanciare l’azione di governo, una cosa sacrosanta, chiesta dal Pdl, vi è stata solo un’accelerazione, che è sembrata non opportuna per la competizione elettorale, a dieci giorni dalla consultazione europea, il momento non era opportuno, comunque preso atto degli avvenimenti Castiglione dice che il Pdl è fermamente convinto e sostenitore di questo governo e di tutta la coalizione; questa è sicuramente la posizione di tutto il Pdl, che ha una sola voce a livello nazionale così una sola voce a livello regionale, convinto nel ricucire lo strappo e nel rilanciare il sostegno al governo regionale.
L’Udc con il suo segretario regionale Saverio Romano si dicono pronti a rafforzare il governo regionale anche con esperienze di uomini esterni, ma certamente non fuori dai confini dell’alleanza che è stata scelta dagli elettori.
Il Pd, che è sembrato spiazzato all’accelerazione della disfatta, nelle parole del Vice segretario regionale, Tonino Russo prende atto della fine del governo Lombardo e del fallimento ufficializzato del centrodestra siciliano e dice che nelle prossime ore saranno convocati gli organismi dirigenti del Pd.
Monito dal portavoce dell’Italia dei valori Leoluca Orlando che dice: “Io credo che il Commissario dello Stato dovrebbe prendere atto dell’impossibilità di funzionare l’Assemblea ed attivare il procedimento di scioglimento dell’Assemblea regionale siciliana” e continua: ” Idv non si presta ad inciuci, ad accordi sottobanco come purtroppo già il Pd ha fatto in importanti realtà amministrative siciliane”.
Adesso lo scenario che si prospetta può essere vario, per Statuto non esiste un voto di fiducia, ma può esistere una mozione di sfiducia.
Il nuovo governo del Presidente Lombardo sarà il primo che non nasce dopo una consultazione elettorale e direttamente legittimato dall’esito di questa, il nuovo Statuto del 2001 non prevede comunque una verifica, è previsto che il Presidente nomini e revochi i suoi assessori, unico momento di crisi possono essere le dimissioni del Presidente a determinare l’avvio di una nuova campagna elettorale per il rinnovo dell’Assemblea regionale e l’elezione di un nuovo Presidente, o se l’Assemblea ne ha le forze può approvare una mozione di sfiducia che mette fuori causa il Presidente e si procede alle elezioni del Presidente ed al rinnovo del’Assemblea.
La nuova giunta non avrà bisogno istituzionalmente neanche di una maggioranza d’aula che rimane comunque necessaria per andare avanti nell’azione di governo, al Presidente serve una maggioranza per lo sviluppo delle istituzioni, se ci si rapporta al modello statunitense, il Presidente tende a negoziare la possibilità di raggiungere la maggioranza anche sui singoli provvedimenti, quindi una maggioranza che teoricamente potrebbe non essere quella della coalizione elettorale che ha sostenuto il governo Lombardo fino adesso, e che potrebbe variare sempre, teoricamente ad ogni voto d’aula.
La Sicilia è da sempre laboratorio politico, precorritore delle formule nazionali, che sia iniziato l’abbandono della nave? Difficile prevederlo, molto più probabile un riallineamento dei ranghi ed un serrare le fila, ma in una crisi economica, purtroppo, come quella attuale, i finanziamenti, anche in seguito all’approvazione del federalismo fiscale saranno sempre più difficili da gestire, in particolare nella disastrata finanza regionale siciliana, non si può aspettare i”regalini” dal Governo centrale come per il Comune di Catania, ed allora se saltano i finanziamenti mettendo a rischio anche l’ordinario funzionamento, saltano gli schemi, le clientele ed i sostegni; sperando in un intervento competente prima che il tutto non diventi un problema sociale. La Sicilia ha sempre anticipato certi processi nazionali, in particolare nella sfera economica a causa del suo tessuto produttivo estremamente fragile, succube di pastoie burocratiche e asfissianti coperte malavitose.

Carmelo Sorbera

Carmelo Sorbera

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