Napolitano sul 25 Aprile

“….La memoria di quei coraggiosi e di quegli avvenimenti ripropone alla nostra riflessione un fondamentale e ricorrente insegnamento, che, oggi come non mai, ci appare attuale e ineludibile : il rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di violenza e, di conseguenza, il ripudio dell’indifferenza e dell’ignavia di fronte all’offesa della dignità dei popoli, ovunque e comunque si compia. Non si tratta semplicemente di una doverosa posizione di principio, ma di una realistica presa d’atto delle conseguenze che l’arbitrio e l’oppressione – ne facemmo l’esperienza negli anni delle dittatura fascista e dell’occupazione nazista – producono ineluttabilmente : sofferenza, sottosviluppo, distruzione e guerra, per le nazioni e i popoli che ne sono direttamente colpiti, ma con riflessi pesanti per l’intera Comunità internazionale. E ciò è tanto più vero e rilevante oggi, in un mondo sempre più connesso ed interdipendente.
Per queste ragioni, non possiamo assistere inerti ai conflitti che lacerano tante regioni del mondo ed investono aree ed interessi cruciali per lo sviluppo dell’umanità. La partecipazione di nostri contingenti militari alle missioni per la pace e la sicurezza internazionale, sotto la guida delle Nazioni Unite e nell’ambito delle alleanze di cui il nostro Paese è parte, è coerente con l’aspettativa ideale e la concreta volontà di costruire un futuro migliore, che ispirarono le decisioni dei soldati e dei cittadini italiani, quando, all’indomani dell’armistizio dell’otto settembre 1943, scelsero di reagire, anche mettendo a repentaglio la propria esistenza…”.

Quinews

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