Scioperi, ecco cosa prevede il decreto

Il ddl sugli scioperi varato dal Consiglio dei Ministri è un provvedimento di 5 articoli che contiene i ‘criteri direttivi’ a cui la delega dovrà uniformarsi. Secondo il governo rappresenta “un’azione di riformismo”, un argine al potere “insopportabile” da parte di “ricattatori in questo o quel segmento” della vita del Paese”. “Questi sono temi che stanno a cuore alla gente e gli scioperi selvaggi distruggono i diritti delle persone – sostiene il governo – il Paese ha diritto di poter vivere e la mobilità è un diritto inalienabile. Certo, c’è anche il diritto di sciopero, ma quando due diritti collidono, deve valere la legge, la regolamentazione”.

Ecco cosa prevede il ddl partorito dal governo: 1) proclamazione dello sciopero da parte di sindacati con una rappresentatività non inferiore al 50%, altrimenti referendum preventivo; 2) sciopero virtuale regolato per via contrattuale e che può essere obbligatorio per alcune categorie; 3) annuncio di revoca con un congruo anticipo; 4) multe alle imprese, alle amministrazioni o alle organizzazioni sindacali che violano le norme; 5) multe da 500 a 5.000 euro ai lavoratori che scioperano in violazione delle norme; 6) divieto di proteste di tutte le categorie dei lavoratori che bloccano strade, autostrade, aeroporti.

Nel provvedimento, c’è solo una norma di carattere generale, che si rivolge a tutti i servizi pubblici essenziali: le sanzioni. Queste, oggi, di fatto, non si applicano, perché dovrebbe comminarle il datore di lavoro. “Con il ddl del governo – sostiene il miistro del Lavoro Sacconi – la responsabilità è della Commissione di garanzia e viene affidata per la riscossione a Equitalia”.

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