Travaglio: “Liberali da Far West”

“Nello Stato liberale di diritto, la legge prevale su tutto. Perché è la legge che garantisce all’individuo la possibilità di rivendicare i suoi diritti. C’è sempre “un giudice a Berlino” che tutela gl’interessi individuali del debole minacciati o calpestati dal potente. Perché ciò avvenga, le sentenze devono essere eseguite. Guai se una sentenza riconoscesse un diritto sulla carta, ma non nella realtà. Guai se altri poteri si ponessero al di sopra del giudiziario per neutralizzarne le decisioni sgradite: il debole non potrebbe che farsi giustizia da solo, o rassegnarsi alla legge del più forte. Nel qual caso, sarebbe la fine dello Stato liberale di diritto e l’inizio della jungla, del Far West.

E’ quel che accade da anni in Italia con le leggi ad personam, fatte su misura dall’uomo più ricco e potente del paese a beneficio e su misura di se stesso. Ora quel signore ha tentato, fortunatamente invano, di istituzionalizzare “erga omnes” la prassi finora usata per sé, con un decreto che annullava una sentenza definitiva della Cassazione, su una questione già passata al vaglio della Corte costituzionale e della Corte di giustizia europea: il diritto di un padre di affidare la figlia in coma vegetativo al naturale corso della vita e della morte, anziché alla meccanica artificiale di un sondino naso gastrico, come la stessa figlia aveva dichiarato di desiderare.

In centinaia di ospedali quel diritto viene sancito di fatto ogni giorno dall’accordo segreto fra i medici e i famigliari. Peppino Englaro ha rifiutato di ricorrere a questa prassi clandestina e ha chiesto alle Istituzioni di riconoscere ufficialmente quel diritto alla figlia (non ad altri, non a tutti: all’individuo-figlia): al potere legislativo con una legge e poi, in mancanza di risposte, alla Giustizia con un’interpretazione del diritto. La Giustizia, dopo 17 anni, ha irrevocabilmente sentenziato: in assenza di una legge, ha sancito quel diritto in base a varie sentenze della Cassazione e al principio costituzionale secondo cui nessuno può subire trattamenti sanitari indesiderati.

In uno Stato liberale di diritto, nessuno avrebbe dovuto interferire. Invece s’è tentato di tutto, dai decreti ai disegni di legge alle ispezioni ministeriali alle minacce. E gli intellettuali “liberali”, anziché insorgere contro la negazione della prima regola dello Stato liberale di diritto, si sono associati a chi quella regola stava distruggendo. Il caso più patetico è quello di Piero Ostellino, soidisant “liberale”, che sul Corriere ha rivolto la frittata, arrivando a sostenere che “il giudiziario ha violato la separazione dei poteri” perché “ha supplito all’assenza del legislativo”, contribuendo a fare dell’Italia “un paese illiberale”. A suo avviso, basta la paralisi del legislativo per conculcare i diritti del cittadino. Come se la Costituzione fosse al di sotto, e non al di sopra, delle leggi ordinarie. Se siamo e resteremo un paese illiberale è anche perché i maestri “liberali” si chiamano Ostellino”. E’ quanto scrive Marco Travaglio su l’Unità nella sua rubrica settimanale ‘Ora d’Aria’.

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