Europarlamento, gli italiani i meno presenti e attivi

Sono italiani gli eurodeputati meno presenti e attivi all’Europarlamento di Strasburgo, anche se sono quelli meglio pagati: con indennità e spese varie arrivano ad incassare oltre 35 mila euro mensili. Con un servizio sugli ‘onorevoli eurofannulloni’, ‘L’espresso’, in edicola questa settimana, mette il dito in una realtà poco edificante per i parlamentari italiani, che risultato essere tra i più assenteisti d’Europa.

Secondo i dati ufficiali del Parlamento europeo, che sul sito pubblica l’elenco dei presenti per ogni plenaria (e sono appena 60 l’anno), i nostri eletti sono rimasti a casa una volta su tre. ‘L’Espresso’ ha preso in considerazione le sedute tenute a Strasburgo e a Bruxelles dal luglio 2004 al 15 gennaio 2009, parametrando le presenze anche in relazione al periodo in cui i deputati sono rimasti in carica: ‘se secondo uno studio Acli nel periodo 1999-2004 l’Italia era fanalino di coda con il 69 per cento di presenze sul totale delle assemblee (i finlandesi, primi, sfioravano il 90 per cento; i francesi, benche’ penultimi, ci staccavano di 10 punti), nella legislatura corrente – scrive il settimanale – siamo migliorati di appena un punto’.

Fanalino di coda, Gianni de Michelis (Psi) con il 51% delle presenze, una sola relazione e tre interventi pronunciati in aula. Poco migliore la performance di Vito Bonsignore (Fi), con il 55% delle presenze, zero relazioni e 10 interventi. ‘L’Espresso’ cita poi il caso di Iva Zanicchi, che presto parteciperà al Festival di Sanremo: è stata ripescata a maggio, e in otto mesi ha collezionato 23 assenze (su 43 plenarie a disposizione), e un solo intervento sulla povertà nel mondo. Ma ci sono anche i fedelissimi.

Sepp Kusstatcher, un sudtirolese, teologo ed ex esponente della Svp, passato nei Verdi altoatesini, e’ l’europarlamentare italiano che detiene il record di presenze: 272 su 274. Anche Pasqualina Napoletano (sinistra democratica) e’ una stakanovista (96% di presenze), diventata vicepresidente del Pse. Quarto in classifica, dopo Roberto Musacchio (Prc), c’e’ Luca Romagnoli, che – scrive l’Espresso – riscatta l’onore degli altri parlamentari di estrema destra: ‘il geografo che insegna alla Sapienza, accusato di essere un negazionista dell’Olocausto, ligio al dovere e’ mancato solo sette volte su cento, e ha straparlato con 238 interventi in plenaria. Solo Mario Mauro (Fi) ha premuto il pulsante rosso piu’ volte di lui: ben 357′.

Quinews

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