Travaglio: “Il Fini giustifica i mezzi”

“Per capire come siamo ridotti, basta leggere i commenti plaudenti di politici di destra e sinistra, giornalisti e persino magistrati alla ‘riforma della giustizia’ in 6 punti proposta da Gianfranco Fini sull’Inciucio della Sera. Un compitino da II elementare, una pappetta mortificante per chi l’ha scritta, pubblicata ed elogiata. Un frullato di luoghi comuni, slogan campati per aria e assiomi fasulli o tutti da dimostrare, con un unico merito: è un po’ meno eversivo del programma del Quartetto Cetra Berlusconi-Alfano-Mancino-Violante.

1) Solita pippa sull'”ampio confronto”. 2) “C’è un crescente sentimento di sfiducia nei confronti della giustizia”. Ma va? Sono 15 anni che la sua coalizione insulta le toghe a reti unificate e oggi Fini scopre la “sfiducia”. Un genio. “Una riforma ‘per il cittadino’ deve restituire efficienza al sistema”: perbacco che idea originale, roba da ernia al cervello. Fini non sarà mica quello che dal 2001 a oggi ha votato, col suo partito e i suoi alleati, una ventina di leggi vergogna e i continui tagli al bilancio della giustizia che han portato il sistema alla catastrofe? Ricorda la ex Cirielli, detta anche salva-Previti e salva-Silvio, che dimezza i termini di prescrizione mentre si allungano quelli dei processi, falcidiandone 100-150mila in più all’anno? Il sen. Edmondo Cirielli di An, nel 2004, votò contro e diffidò dal chiamarla col suo nome. Ma tutto il partito votò a favore, Fini compreso.

3) Con quale faccia propone che sia il Parlamento, “per un periodo limitato”, “a fissare i criteri per individuare i reati ai quali dare priorità di trattazione” nelle varie Procure, quando in Parlamento siedono 18 pregiudicati e una settantina di imputati o indagati? 4) E’ vero che il Csm è infestato da ‘nefaste logiche correntizie” dei membri togati, ma poi vi s’insinuano voluttuosamente i laici (politici) per regolare i conti con i magistrati più scomodi (le cacciate di Forleo e De Magistris sono passate pressoché all’unanimità e lo stesso sta per avvenire con i pm di Salerno). Contro le “nefaste logiche” basta cambiare la legge elettorale per i togati (magari sorteggiandoli) e abolire i laici, che invece Pdl+Violante+Mancino voglion raddoppiare.

5) “Scindere i ruoli di pm e giudice”. Ma dov’era, Fini, quando il Parlamento nel 2007 votava la separazione delle funzioni nella famigerata Castelli-Mastella? Ancora: “L’aspirante magistrato faccia un periodo di tirocinio sotto la guida di un magistrato esperto”. Ma anche questo c’è già, si chiama “uditorato”: il giovane magistrato, appena vinto il concorso, fa tirocinio presso un collega esperto. E informarsi, prima di parlare? 6) Fini, bontà sua, acconsente alle intercettazioni per la corruzione. Come se bastasse. Forse non s’è accorto che il Ddl Alfano varato a luglio dal governo le vieta pure per delitti come associazione a delinquere, estorsione, sequestro, omicidio colposo, truffa, stupro, rapina, furto, spaccio, bancarotta e quasi tutti i reati finanziari, societari e fiscali. E forse non sa che in Italia non esistono “magistrati che abusano sistematicamente delle intercettazioni”, visto che a disporle è sempre un gip con decreto motivato. Fini ignora poi che raccontarle quando cade il segreto non è “gogna mediatica”, ma diritto-dovere di informare, riconosciuto dall’art. 21 della Costituzione e dall’art. 10 della Convenzione europea dei diritti umani. Quindi le sue “sanzioni pecuniarie” ai cronisti se le scorda. Se poi l’opposizione volesse farglielo notare, tanto meglio. Sempreché esista ancora, un’opposizione”. E’ quanto scrive Marco Travaglio oggi su l’Unità nella sua rubrica settimanale “Ora d’aria”.

Quinews

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