Travaglio: “I figli degli altri”

“Il Giornale berlusconiano dedica mezza dozzina di pagine al giorno allo sciagurato figlio di Di Pietro, beccato a raccomandare amici a un dirigente dei Lavori pubblici poi trasferito dal padre. “Tutti gli intrallazzi del clan Di Pietro”, “Fatti avanti Tonino”, “Viaggio nell’Italia dei Disvalori”, “Di Pietro sapeva dei maneggi del figlio”, “L’ex pm ammette: mio figlio scorretto”, “Intrallazzi, la finta pulizia di Di Pietro”, “Per l’ex pm tutto è lecito”, “Di Pietro finto giustiziere”, “L’ultima capriola di Tonino”.

 Nel luglio 2004 si venne a sapere che Marina e Piersilvio Berlusconi erano indagati a Milano col padre non per qualche raccomandazione, ma per ricettazione e riciclaggio nell’inchiesta sulla compravendita di diritti cinematografici in America tramite società off-shore (poi la loro posizione fu archiviata). Il Tg1 di Mimum non diede neppure la notizia. Mario Cervi, sul Giornale, implorò i giudici di lasciar perdere i due pargoli: “Ci si rivolga al Cavaliere. Marina e Piersilvio, dirigenti di fresca data e fresca età, non c’entrano, direbbe chiunque”. I figli non s’indagano e basta. Anche se sono presidente della Mondadori e vicepresidente di Mediaset. “Oltretutto”, osservò il Giornale, “la faccenda di cui si discute – l’acquisto di diritti cinematografici, pensate un pò! – non è di quelle che evocano il codice penale, semmai le contrattazioni aziendali”. Ecco: il falso in bilancio, la frode fiscale, la ricettazione e il riciclaggio contestati nel fascicolo Mediaset non sono reati, ma “contrattazioni aziendali”. Non per tutti, però. Dipende dal cognome”. E’ quanto ha scritto Marco Travaglio su “l’Unità” di ieri, nella sua rubrica quotidiana ‘Zorro’.

Quinews

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