“La Chiesa non fece abbastanza contro le leggi razziali”

Gianfranco Fini – “Il Paese deve fare i conti con l’infamia delle leggi razziali e con gli angoli bui della propria memoria”. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, inaugurando la cerimonia “1938-2008: settant’anni dalle leggi antiebraiche e razziste, per non dimenticare”. “Con la memoria di questa infamia – ha detto Fini – dobbiamo fare i conti come nazione e come cittadini, senza infingimenti e ambiguità. Fare i conti con le leggi razziali significa avere il coraggio di perlustrare gli angoli bui della memoria italiana”.

“Il fascismo – secondo il presidente Fini – rivelò la sua anima razzista prima delle leggi razziali. Tra le cause delle leggi razziali, c’e’ l’anima razzista che il fascismo rivelò nel 1938, ma che era già presente ad esempio nella politica coloniale. Vale la pena ricordare – ha precisato Fini – che subito dopo l’Abissina fu lanciata una campagna propagandistica contro ‘la piaga del meticciato'”. Il ricordo della “vergogna di settanta anni fa – ha aggiunto – deve essere sempre di ammonimento per difendere e promuovere i valori della persona”.

Nel ricercare le cause delle leggi razziali, bisogna certo guardare “all’inequivocabile responsabilità ideologica del fascismo” ma questo non “deve portare allo stereotipo autoassolutorio degli ‘italiani brava gente'”. Fini ha puntato il dito contro “una certa propensione al conformismo di una parte della popolazione nei confronti dei pregiudizi antisemiti e delle teorie antiebraiche” e, stigmatizzando una certa “vocazione all’indifferenza” della popolazione italiana, “invita a chiedersi perché non si siano registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno da parte della Chiesa” ha detto Fini alla presenza dei rappresentanti della comunità ebraica romana e nazionale.

“C’è – ha aggiunto – l’antisemitismo esplicito dell’estrema destra e del neonazismo. C’è quello mascherato da antisionismo dell’estremismo no-global e dell’ultrasinistra. E c’e’ quello, ammantato di pretesti pseudo-religiosi, dell’islamismo radicale. E’ un antisemitismo, quest’ultimo – ha aggiunto Fini – che tende ad assumere spesso gravi forme terroristiche, come accaduto recentemente a Mumbai, dove i terroristi hanno assaltato anche il Centro ebraico facendo otto vittime”.

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