Travaglio: “Pierluigi Battista scrive fesserie. Su Santo Versace, per esempio…”

“Come gli accade quando scrive di cose che non sa, cioè quasi sempre, Pierluigi Battista ha rimediato un’altra figuraccia. Dopo l’esito disastroso della polemica sul rinvio a giudizio dei vertici Thyssen per omicidio volontario, il vicedirettore del Corriere bacchetta Di Pietro, che nel libro “Il guastafeste” ha rivendicato i meriti di Mani Pulite. Secondo Battista, Di Pietro non deve permettersi di ricordare che gli stilisti made in Italy pagavano mazzette alla Finanza. Eppure furono gli stessi stilisti a confessarlo, anche se poi furono ritenuti concussi, cioè costretti a pagare. “Accettammo il ricatto”, ammise Santo Versace: “Dissi al commercialista: facciamo contenti ‘sti morti di fame. Presi i soldi (300 milioni di lire, ndr) a piccole tranche dai miei conti personali e li diedi a lui, che li consegnò ai verificatori”.

“Perché – domanda Battista – Di Pietro altera i fatti rivendicando una condanna a Versace, quando lo stilista fu assolto in appello dal Tibunale di Brescia?”. Il pover’uomo non sa che i tribunali non assolvono in appello. Di Versace si occuparono il Tribunale di Milano (che condannò lo stilista per corruzione: dunque una condanna ci fu), poi la Corte d’appello di Milano e la Cassazione (che l’assolsero in quanto concusso). Ma tutte le sentenze dicono che pagò i finanzieri e non denunciò il presunto racket subìto. Ora chi paga il pizzo alla mafia e tace viene espulso da Confindustria. Chi paga un maresciallo e tace entra in Parlamento (Versace è neodeputato Pdl) con pubblica laude di Battista. Che scrive fesserie, ma gode di un’attenuante speciale, per aver agito in stato di incoscienza”. E’ quanto scrive Marco Travaglio, oggi, su ‘l’Unità’, nella sua rubrica quotidiana ‘Zorro’, in un articolo dal titolo ‘Pierluigi Ballista’.

Quinews

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