Una triste storia vera

Savino Gallo, 36enne affetto da sclerosi multipla, totalmente invalido e con una ridotta aspettativa di vita, alle sette di questa mattina ha dovuto lasciare la sua abitazione ad Andria, che durante la costruzione ha adeguato alle sue esigenze, a seguito di quanto deciso una settimana fa dall’ufficiale giudiziario.

L’uomo aveva intestato l’appartamento a sua moglie – con la quale si era sposato in comunione dei beni nel 2004 – prima che lei decidesse di chiedere la separazione e, di conseguenza, il possesso e l’uso esclusivo dell’abitazione. Gallo, che vive su una sedia a rotelle, aveva chiesto inutilmente due mesi ancora di proroga, visto che sta facendo eseguire lavori in un’altra casa, per adeguarla alle sue esigenze ed eliminare le barriere architettoniche.

“Nessuno mi ha sostenuto in questa battaglia, né un rappresentante istituzionale, né un prete, solo pochi amici… – ha fatto sapere Gallo – Non ho mai voluto la pietà di alcuno e neppure che si pensi che ora finirò per strada, perché non e’ così. Ma il luogo in cui sono costretto ad andare a vivere non è adatto a me e la mia salute ne avrà grave nocumento”.

Sul sito online ‘andrialive’ (www.andrialive.it) è possibile leggere l’appello con cui, il 24 settembre scorso, Savino Gallo informava della sua situazione. Appello che di seguito riportiamo:

“Sono Savino Gallo, affetto da sclerosi multipla, totalmente invalido e con una ridotta aspettativa di vita. Nel 2004 mi sono sposato in comunione dei beni e, subito dopo, ho acquistato un appartamento da costruirsi, che ho, durante la costruzione, adeguato alle
mie esigenze. Nel 2006, quand’era quasi ultimato, ho, per ragioni personali e fiscali, richiesto separazione dei beni e intestazione del medesimo appartamento a mia moglie, la quale, incassate queste prove di fiducia, poco dopo mi lasciava e richiedeva separazione giudiziaria attraverso l’avv. (omissis).
Allo scopo di cautelarmi venivo ad abitare solo, con l’aiuto della mia assistente, nell’appartamento, in Via da Villa, 46 cogliendola di sorpresa, tant’è che, con l’aiuto dell’avv. (omissis), intraprese un’istanza giuridica di reintegra in possesso. Da subito, era aprile 2007, il Giudice dott. (omissis) obiettò l’impossibilità di restituire il possesso di un bene che, la stessa istante, dichiarava di non aver mai posseduto, pur essendone proprietaria. Ancora a gennaio 2008, ormai l’avv. (omissis) era stata rimpiazzata dall’avv. (omissis), il Giudice esprimeva le stesse perplessità, eppure a marzo 2008 pronunciava una bellissima sentenza, assolutamente svincolata dall’istanza, relativa alla possibilità di rivendicare il possesso da parte dell’intestataria. Ovviamente le prove che avevo presentato giustificavano il solo possesso da parte mia, poiché di questo si analizzava, tant’è che subito lo stesso mio assistente legale avv. (Omissis) presentò un’istanza di sospensione della sentenza, assolutamente non corrispondente all’istanza; qui però una sentenza, vera offesa all’intelligenza umana, confermò l’intimazione che sgombrassi l’immobile. Mi veniva notificato il 31 luglio 2008 che sgombrassi entro il 03 settembre 2008, cosa impossibile dato il periodo notoriamente riservato ai congedi feriali di chiunque avessi interpellato. Mi fu dunque consentito di rimanere fino al 24 settembre ma, in tutta sincerità, sebbene abbia cercato anche su consiglio dello stesso avv. (Omissis) una casa adatta ad accogliermi, faccio presente che casi come il mio colpiscono circa una persona su 100 mila (che fortuna, avessi vinto il totocalcio!) le case adeguate non si trovano sul libero mercato, bisogna costruirle ex novo o abbatterne le barriere. Sono prossimo quindi alla scadenza e, per quanto mi sia sforzato, deluderò le aspettative di chiunque e, con notevole aggravio della mia salute causato dallo stress emotivo, dovrò temere che davvero qualcuno abbia il coraggio di sbattermi per strada con, ironia della sorte, la ratifica delle Istituzioni. Mi rimane solo da sfogare la rabbia urlando l’accaduto! Autorizzo la divulgazione della presente a mezzo stampa e per il tramite dell’Associazione “Io Ci Sono!” di Andria, affidandola al suo Presidente sig. Savino Montaruli”.

Quinews

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