Attenzione alla ‘sexi-cefalea’

Ah l’amore! Che ti combina? Dà alla testa. Nel senso letterale del termine. Lorenzo Pinessi, presidente della ‘Società italiana per lo studio delle cefalee’ (Sisc), a Milano, in occasione della presentazione del 22°Congresso nazionale Sisc, che si terrà a Torino dal 2 al 4 ottobre, ha presentato i risultati di una ricerca curiosa e interessante allo stesso tempo.La ‘sexy-cefalea’ esiste! L’amore dà alla testa alla donna ma anche all’uomo e rischia di rovinare soprattutto i rapporti clandestini, quelli troppo focosi o particolarmente stressanti sul piano fisico ed emotivo.. In gergo tecnico si chiama cefalea benigna sessuale e minaccia piu’ di un italiano su 10, maschi e femmine: “Possono sperimentarla tutti i connazionali emicranici, pari al 12% della popolazione generale”.

“In alcuni casi – spiega Pinessi – fare l’amore può scatenare una fastidiosa cefalea soprattutto negli uomini, ma anche nella donna se durante il rapporto sessuale ha un ruolo molto attivo. L’intensità dell’attacco cresce insieme all’eccitazione, culmina nell’orgasmo e può durare anche alcune ore”.

“Il pericolo – precisa Pinessi – aumenta se la relazione è trasgressiva e magari extra-matrimoniale, caratterizzata da una maggiore ansia da prestazione e da una tensione eccessiva. Il dolore arriva all’improvviso e si manifesta con violenza: sul più bello l’amante si spaventa e a volte si accascia a terra”.

A complicare le cose, sostiene il presidente della Sisc, ci sono anche i riti preliminari. Occhio ad esempio ad alcuni cibi o bevande, come “vino, formaggi, cioccolata” o presunti afrodisiaci quali “crostacei e champagne”. Attenzione poi anche alle pillole dell’amore, perché “proprio in virtù della loro azione vasodilatatrice” alcuni farmaci contro l’impotenza possono favorire l’emicrania da sesso. Provare per credere?

Il sesso, avverte ancora Pinessi, non è solo piacere, è anche fatica e “nelle persone predisposte un simile impegno fisico può tradursi nella cefalea sessuale”. Attenzione, però, a tralasciare il problema. “Ai primi sintomi – ammonisce Pinessi – rivolgersi subito al medico”.

Quinews

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