Al via gli aumenti per Tim e Vodafone

Parte la ‘rimodulazione’ – leggasi ‘aumenti’ – dei piani tariffari di Tim (dal 9 settembre) e Vodafone (dal 1 ottobre). I rincari e le nuove tariffe, già annunciate via sms ai propri clienti durante il mese di agosto, prevedono per Tim un aumento di 3 centesimi al minuto per dieci profili tariffari e per Vodafone lo scatto alla risposta fissato in 16 centesimi.

I rincari sono “un’ingiustizia” per il segretario generale dell’Unione Nazionale dei consumatori Massimiliano Dona, che chiede l’intervento di Agcom e Antitrust “affinché si oppongano agli aumenti dei due maggiori operatori di telefonia”.

“Nel mese di agosto – spiega Dona – abbiamo ricevuto moltissime mail e segnalazioni di consumatori arrabbiati e confusi che chiedevano spiegazioni. Contro i rincari previsti, l’unione dei consumatori annuncia che sarà “possibile rivolgersi al Giudice di pace per chiedere la nullità della variazione contrattuale decisa unilateralmente dall’operatore telefonico”.

“Sul sito dell’Unione Nazionale Consumatori – www.consumatori.it – continua Dona – abbiamo inserito un piccolo schema riassuntivo per orientarsi nella giungla di offerte che entreranno in vigore dalla prossima settimana, in attesa del pronunciamento di Agcom e Antitrust”.

Sempre sul fronte tariffe tlc una buona notizia arriva dall’Europa. Dalla prossima estate inviare sms dall’estero potrebbe costare meno, a beneficio delle tasche dei vacanzieri europei. Il commissario Ue ai Media Viviane Reding presenterà una proposta per fissare a 11 centesimi il tetto massimo, Iva esclusa, delle tariffe roaming da applicare sui ‘messaggini’, contro la media attuale di 29 centesimi.

Tagli in arrivo anche per l’uso di Internet con il telefonino in un paese diverso del proprio: scenderà infatti ad un euro per megabyte il tetto dei costi per navigare, scaricare dati o inviare e-mail con il cellulare, contro l’attuale media Ue di 2 euro.

La proposta della Reding, dopo il via libera del collegio dei commissari, passerà al vaglio del Consiglio e dell’Europarlamento, con l’obiettivo di entrare in vigore entro il mese di luglio del 2009.

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