Il Palazzo discute mentre fuori aumentano le tasse

LO RIVELA L’ASSOCIAZIONE CONTRIBUENTI ITALIANI – Le tasse locali cresceranno nel 2011 del 7,2%, passando da 111,8 a 119,9 miliardi, mentre quelle statali aumenteranno dello 3,6%. Lo studio, condotto da ‘Krls Network of Business Ethics’, per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani, e che sarà pubblicato nel prossimo numero del magazine ‘Contribuenti.it’, sbugiarda ‘il governo del fare’, che si era presentato come l’Esecutivo che avrebbe abbassato le tasse agli italiani.

Nello studio, Krls Network of Business Ethics ha analizzato tutti i ‘balzelli’ applicati dagli enti locali, intesi come sommatoria delle imposte versate dai contribuenti ai Comuni, Provincie e Regioni. Imposte che ciascun ente locale applica, per legge, ai propri residenti, sia persone fisiche che giuridiche. Per i Comuni sono state esaminate le principali fonte di gettito, quali l’Ici, l’addizionale comunale Irpef, la Cosap e la tariffa rifiuti urbani. Per la Provincia, invece, l’imposta sulla Rc auto, l’addizionale sulla bolletta dell’Enel, la quota parte della Tarsu e l’imposta di trascrizione. Per la Regione, infine, l’Irap, la compartecipazione all’Iva, all’addizionale regionale sull’Irpef e la compartecipazione sulle accise della benzina.

Sarà Napoli la città in cui la pressione tributaria locale crescerà di più nel prossimo anno, anche se – informa lo studio – il capoluogo partenopeo e’ da ritenere fuori classifica, visto che tra le entrate tributarie comunali annovera la tassa rifiuti, che ‘falsa’ la classifica: da sola incide per 569,20 euro contro la media nazionale di 264,50 euro. Ogni abitante del capoluogo partenopeo verserà ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionali varie per 2.612,20 euro, contro una media nazionale di 1.790,30 euro. Al secondo posto c’e’ Milano con 2505,00 euro. Al terzo posto si trova Aosta con 2426,20 euro, al quarto posto Bologna con 2470,10 euro e al quinto Roma con 2469,80. All’ultimo posto, a livello nazionale, si trova Campobasso con soli 890,40 euro pro capite.

“Le ragioni di questa crescita – afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it – sono da ricercarsi principalmente nell’assenza di un Garante per la sorveglianza dei tributi. Bisogna istituire al livello regionale presso ‘Lo Sportello del Contribuente’ la figura di ‘Mister Fisco’. La sua attività dovrà essere indirizzata verso tre filoni principali d’azione: la sorveglianza della tassazione degli enti locali, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento e il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all’evasione fiscale; il monitoraggio della ‘tax compliance’ favorendo il dialogo tra le associazioni dei contribuenti, le amministrazioni finanziarie e gli agenti delle riscossione”.

A leggere lo studio, e viste le proteste che molti amministratori locali hanno avanzato nel corso di questi anni nei confronti del governo, emerge però una riflessione: i tagli agli Enti locali messi in atto dal governo nazionale, evidentemente, hanno dissanguato le amministrazioni locali che, ora, vista la scarsità delle risorse, sono costrette ad aggiornare i ‘balzelli’. Della serie: a pagare sono sempre i soliti.

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