Regione Lazio: “No” nucleare


La regione Lazio è “indisponibile” ad accogliere impianti nucleari di qualsiasi tipo nel territorio regionale, con il voto nel Consiglio Regionale di oggi si attua una battuta di arresto al programma nucleare italiano.
L’insediamento di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, ma anche depositi di materiali e rifiuti radioattivi con il voto di oggi non possono essere realizzati nel territorio del Lazio a partire dal sito di Montalto di Castro dove il Governo prevedeva di realizzare la nuova centrale termonucleare.
“Oggi si ferma il programma nucleare italiano. La votazione favorevole nel Consiglio Regionale, da noi richiesto, della mozione che blocca il nucleare, presentata dai Verdi e sottoscritta da tutta l’opposizione, è storica e straordinaria allo stesso tempo” è quanto afferma il presidente nazionale e capogruppo in Regione dei Verdi Angelo Bonelli che sottolinea la nuova situazione creatasi per il piano nucleare in Italia destinato ad una battuta d’arresto nel Lazio dato il parere obbligatorio richiesto alle regioni dal D.Lgs 31/2010 e che nella Regione Lazio è negativo.

Angelo Bonelli continua: “È un segnale forte a quei poteri economici che vorrebbero imporre l’opzione nucleare passando sopra la testa degli enti locali e dei cittadini. Il Governo e l’Enel che avevano deciso per la realizzazione di due reattori nucleari, iniziando i lavori come abbiamo dimostrato ieri, ora dovranno rivedere i propri piani”.

Quinews

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