Michael Jackson: “Un mito che non ha pace”

E’ triste apprendere dalla relazione dell’autopsia di Michael Jackson i risultati sconvolgenti e terribili, che fotografano gli ultimi giorni di un uomo vissuti terribilmente nel dolore.
L’esame del corpo definito “gravemente emaciato” ha rivelato inquietanti segni di abuso di droghe, ferite da ago in varie parti del corpo a sottolineare l’utilizzo costante di antidolorifici. Un corpo di appena 50 kg, Michael aveva perso quasi tutti i capelli e una pletora di cicatrici manifestavano almeno 13 operazioni di chirurgia plastica, un declino fisico deformato ed innaturale.

Michael Jackson era pelle e ossa e si è voluta una seconda autopsia. I risultati su cosa ha determinato la morte non saranno disponibili prima di 6-8 settimane, suscita sgomento sapere che i medici non hanno trovato tracce di cibo nel corpo.
Poco cambierà quando sarà pronta la relazione tossicologica, nel frattempo il Dott. Murry, il medico di Michael, è sotto inchiesta per il suo ruolo nelle ultime ore di vita di Michael. Si pensa che egli abbia dato l’ultima iniezione di un antidolorifico, il Demerol e per questo le autorità stanno investigando, oltre ai primi soccorsi, quando gli orientamenti di base di primo soccorso insistono che il paziente deve essere rivolto verso l’alto su una superficie dura, prima di compressioni; mentre sembra che il cardiologo ha iniziato il CPR su Michael a letto sprecando potenziali minuti vitali.
Unica realtà ineluttabile è la morte di un uomo che rimarrà nella storia della musica del secolo scorso, vivendo i suoi ultimi giorni nel modo più tragico ed atroce che si possa immaginare, tutto ciò è triste.
Tali notizie sono state diffuse dal quotidiano The Sun e rilanciate da diversi siti su internet, si insinua che tale relazione sia costruita e falsa.
Comunque sia non sembra si possa lasciare in “pace” Michael Jackson.

Carmelo Sorbera

Carmelo Sorbera

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