Gheddafi prosciuga i conti svizzeri

La Libia attua le minacce contro la Svizzera: il nuovo incaricato d’affari svizzero a Tripoli, da settimane, ancora non riesce ad entrare in territorio libico e più di 5 miliardi di franchi di attività sono stati ritirati dai conti svizzeri.
Il volume delle attività libiche in Svizzera sono passate da 5,748 miliardi di franchi (circa 3,775 miliardi di €uro) a 628 milioni di franchi ( circa 412 milioni di €uro) nel 2008, secondo la pubblicazione annuale della Banca nazionale svizzera (BNS). Pertanto, circa l’89% delle attività della Libia sono scomparsi dai conti dalla svizzera nello scorso anno.


Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non è stato ufficialmente informato di questo ritiro, è evidente come una perdita di tale portata, abbia un impatto economico.

I problemi anche diplomatici tra la Svizzera e la Libia si sono acutizzati dopo l’arresto temporaneo di Hannibal Gheddafi, il figlio del leader libico Muammar Gheddafi e di sua moglie Aline dalla polizia nel luglio 2008 a Ginevra arresto attuato dopo la denuncia di maltrattamenti da parte di due dei loro domestici, denuncia che alla fine di agosto venne ritirata.
La vicenda ha provocata una crisi tra i due paesi, con una serie di ritorsioni attuate da parte della Libia, tra cui il fermo di cittadini svizzeri a cui, dal luglio scorso e vietato di lasciare la Libia.
Interessante sarebbe data l’italica disponibilità contemporanea nei riguardi della finanza libica, sapere presso quali lidi si è diretta questa “barca” di soldi.

Quinews

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