Rai, Bondi: “Una rete senza auditel e pubblicità”

“Svincolare una rete dal sistema di rilevazione dell’auditel e dalla pubblicità, come è stato deciso da Sarkozy in Francia”. E’ quanto è intenzionato a chiedere ai nuovi vertici della Rai il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.

Il ministro, che esprime la sua posizione in una lettera al quotidiano ‘la Repubblica’, non ha dubbi: “L’idea che lo Stato debba finanziare direttamente e in modo totale alcuni settori dell’arte, come il teatro, non solo è antistorica, ma anche inefficace economicamente. Inoltre, genera una perversa sudditanza della cultura nei confronti della politica, di qualsiasi colore”.

“Al contrario – precisa Bondi – pensare a sistemi di finanziamento indiretti, come la defiscalizzazione degli investimenti, non solo aumenterebbe le risorse ma libererebbe energie”.

Bondi ritiene che una televisione pubblica, “che vive anche degli introiti del canone, debba fare degli sforzi per elevarsi a vero servizio pubblico”. Una rete del genere, aggiunge, “non potrebbe che avere tra i suoi contenuti precipui, quelli della cultura e del patrimonio culturale che contraddistingue nel mondo l’Italia”.

Una rete svincolata dall’auditel, per il ministro Bondi, “permetterebbe di sperimentare nuovi linguaggi e nuovi format e consentirebbe a maggior ragione la messa in onda di temi ignorati come quelli della cultura”.

Anna Palmisano

Anna Palmisano

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