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L’ultima di Brunetta? Lo sciopero ‘virtuale’

E’ pronto il testo di legge del ministro Sacconi che detta nuova regole per gli scioperi nel settore trasporti. Lo ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, a Panorama del giorno su Canale 5. “Lo sciopero – ha detto Brunetta – va tutelato, ma vanno tutelati anche la mobilità, la vita e il lavoro. Quando due valori entrano in conflitto servono la regola e la legge”.

Cosa bolle in pentola? Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sta definendo un disegno di legge delega per regolamentare in modo diverso gli scioperi nel settore dei trasporti, che stando a quanto si sa, introduce il referendum preventivo e lo sciopero virtuale. Ciò che si va profilando è una svolta radicale, un cambiamento epocale, nelle relazioni sindacali.

Il progetto allo studio del governo dovrebbe prevedere: 1) l’obbligo del ricorso al referendum consultivo preventivo per i sindacati che non superano il 50%; 2) la comunicazione anticipata dell’adesione individuale allo sciopero; 3) l’effettività delle sanzioni per chi viola le regole, da affidare all’Agenzia delle Entrate; 4) la possibilità per chi dichiara l’astensione dal lavoro di prestare comunque la sua attività, pur perdendo la retribuzione che, insieme a una somma che deve erogare l’azienda, verrà destinata a fini sociali.

Al progetto di massima hanno finora dato la loro adesione il leader della Cisl Raffaele Bonanni – ma “solo per i trasporti” – e dell’ Ugl e della Uil, “che però boccia l’adesione preventiva”. In un’intervista a ‘la Repubblica’, il giuslavorista e deputato del partito di Franceschini, Pietro Ichino definisce la proposta positiva ma sottolinea che lo sciopero virtuale “non può sostituire quello tradizionale”.

Sul piede di guerra, unica e sola, la Cgil di Epifani, insieme alle forze politiche a sinistra del Pd, vale a dire Prc e Pdci in primis. “E’ indecente – afferma Gianni Pagliarini, ex presidente della Commissione Lavoro della Camera e responsabile lavoro del PdCI – quanto sta accadendo nel nostro martoriato Paese: un governo in palese difficoltà nel gestire le conseguenze della crisi economica, si scaglia con inaudita veemenza contro i lavoratori e i loro diritti conquistati in sessant’anni di lotte sindacali e sociali. Oltre il danno, poi, ci sono le beffe: sostenere che tali misure verranno adottate per favorire i diritti dei cittadini è una barzelletta che non fa nemmeno ridere. Ridimensionare il Pubblico, come di fatto sta facendo Brunetta, comporterà il taglio dei servizi erogati agli utenti”.