Travaglio: “Se l’insetto la fa franca… Grazie, Bruno”

“Anche la terza Camera del Parlamento, “Porta a Porta”, ha festeggiato il 90° compleanno di Giulio Andreotti. Alla tetra cerimonia hanno partecipato: Cossiga, il palo; Macaluso, il difensore non retribuito “de sinistra”; Giulia Bongiorno, la difensora retribuita “de destra”; Pisanu, l’Andreotti sardo; Piercasinando, il lattante; Massimo Franco, il biografo autorizzato; e naturalmente Vespa, il maggiordomo. Mancavano solo Bontate e Badalamenti, prematuramente scomparsi. La Bongiorno tentava per l’ennesima volta di dimostrare l’assoluzione del suo cliente (in realtà salvato dalla prescrizione per il delitto di mafia commesso fino al 1980) e ci riusciva benissimo, visto che non c’era nessuno a contraddirla e a rammentare che, per un’accusa così grave, alla prescrizione si dovrebbe rinunciare.

Macaluso biascicava le solite giaculatorie sulla “responsabilità morale”, come se la mafia non fosse un reato. Pisanu delirava sul “processo Andreotti per distruggere la Dc”, senza spiegare a quale partito fosse mai iscritto Mattarella. Piercasinando invocava la riforma della giustizia per evitare processi come quello. Ogni tanto, a svegliare lo scarso pubblico superstite, provvedeva l’emerito Cossiga con i toni pacati tipici dello statista: bava alla bocca, occhi iniettati di sangue, violente minacce a Caselli, ovviamente assente (“in un altro paese lo prenderebbero a calci nel sedere”). Eppure la pompa funebre di “Porta a Porta” è stata utilissima: se l’insetto la fa franca anche stavolta, nessuno potrà più invocare il “contraddittorio” o protestare contro “la gogna mediatica” e le trasmissioni “a senso unico”. Grazie, Bruno”. E’ quanto scrive Marco Travaglio oggi su l’Unità, nella sua rubrica quotidiana ‘Zorro’.

Quinews

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