Travaglio: “Fini, da camerata a cameriere di Berlusconi”

“Berlusconi è alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel Popolo delle Libertà… Berlusconi con me ha chiuso, non pensi ri recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent’anni di meno. Mica crederà di essere eterno…

Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non l’avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni”. “La Cdl è stata demolita da Silvio. Ma un sistema di alleanze alternative al Pd o all’Unione è possibile con o senza il demolitore. Non entrerò nel Pdl di Berlusconi: il Cavaliere ha fatto tutto da sè. Ha messo in piedi i Circoli della Libertà con la Brambilla, poi ha creato il Partito della Libertà senza neanche avvertire i suoi amici di Forza Italia, quindi ha distrutto la Cdl. E ora dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano e la cenere sul capo? Non siamo postulanti. Io non torno all’ovile: sono il presidente di An non una pecora…”. Così parlava il fu Gianfranco Fini un anno fa, addì 18 novembre e 16 dicembre 2007. L’altro giorno la comica finale, cioè Silvio, ha sciolto Forza Italia in venti minuti, per confluire nel Pdl insieme ad An, che però s’è scordato di nominare. Forse non ha ancora deciso quale ruolo assegnare a Fini: o pecora o chihuahua. Il sempre coerente e battagliero Fini, imbalsamato alla presidenza della Camera, non s’è accorto di nulla. Da camerata a cameriere”. E’ quanto scrive, Marco Travaglio, oggi, su ‘l’Unità’, nella sua rubrica quotidiana ‘Zorro’.

Quinews

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