Mafia – calma apparente

In Sicilia, al momento, si registra uno stato che potremmo definire di “pax mafiosa”.
A Trapani la forte leadership di Matteo Messina Denaro genera la tregua tra i clan presenti nel territorio. Nel territorio di Gela regge la tregua concordata tra Cosa Nostra e Stidda che agiscono insieme anche seguendo uno schema di mutuo soccorso tra i due gruppi decimati dagli arresti. Anche a Catania vige una pax mafiosa tra i clan. Cosa Nostra non possiede il monopolio delle attività criminali, ma gestisce interessi strategici di elevato livello come la manipolazione degli appalti pubblici.

Nella provincia di Siracusa vige la pace tra le organizzazioni legate a Cosa Nostra, spesso subalterne a quelle catanesi. Nella provincia di Ragusa la criminalità organizzata che si è andata ricostruendo ruota intorno al mercato ortofrutticolo di Vittoria e si concentrano in particolare tra i comuni di Comiso, Vittoria e Ragusa.
A Messina, in città e in provincia, le operazioni concluse nel 2008 confermano una criminalità organizzata particolarmente attiva, ora in confitto soprattutto nel capoluogo, ora in accordi con Cosa Nostra palermitana e catanese per la spartizione delle aree d’influenza nella gestione delle attività criminali.
A Palermo i clan colpiti e privati dei punti di riferimento continuano a gestire i loro territori, ma senza cercare lo scontro con altri. Si potrebbe pensare alla necessità di un periodo di calma per ristabilire gli equilibri e permettere alle nuove leve di crescere. Una fase di passaggio nella quale non servono gesti eclatanti anche per evitare ulteriori controlli e inchieste degli organi investigativi.

Secondo la Dia sarebbero stati gli arresti di Salvatore e Sandro Lo Piccolo ad accentuare la crisi.
L’arresto di Sandro Lo Piccolo, il 5 novembre 2007, latitante da 25 anni e ritenuto l’erede di Provenzano, ha provocato fibrillazioni e disorientamenti non trascurabili, non solo per l’indubbia valenza oggettiva ma anche perché ha consentito l’acquisizione di documenti utili per la conoscenza del sistema mafioso ed ha favorito atteggiamenti di collaborazione con la giustizia di taluni gregari arrestati.
Gli inquirenti parlano di una riorganizzazione dei mafiosi che cercano di riprendere il controllo del territorio. Secondo il sostituto procuratore Gaetano Paci nuove leve sono ingaggiate dai boss detenuti per far fronte alle esigenze economiche della popolazione carceraria di Cosa Nostra.

Quinews

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