Ecco il piano anti-crisi del governo da 80miliardi di euro

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti da Washington, dove hanno partecipato al vertice G20, hanno annunciato un piano di sostegno all’economia italiana da 80 miliardi di euro. Un pacchetto d’interventi che va dalle infrastrutture, al project financing, alle nuove tariffe autostradali collegate agli investimenti. “In sintonia con il G20 e in parallelo con l’Europa – ha detto il premier nella conferenza stampa all’ambasciata italiana di Washington, a conclusione del vertice – stiamo preparando un piano equilibrato che dovrebbe portare per i prossimi anni a una politica di ampliamento della domanda di diverse decine miliardi di euro”.

Alcuni, parziali, dettagli del provvedimento sono stati spiegati dal ministro dell’economia Giulio Tremonti. “Stiamo lavorando e dobbiamo sincronizzare i nostri tempi non solo con il G20 ma anche con il Parlamento. Pensiamo a un decreto. Il presidente Berlusconi ha già detto nei prossimi giorni ed è il tempo giusto per avere un decreto approvato in tempi e modi ragionevoli. Abbiamo molto apprezzato come il Parlamento ha votato nei giorni scorsi la Finanziaria senza la fiducia e su molte norme con il voto a favore anche dell’opposizione. Anche per rispetto a tutto questo i tempi parlamentari sono tempi per noi fondamentali. Abbiamo l’urgenza per l’economia ma anche il rispetto per il Parlamento”.

Il primo tassello di questa strategia è imminente. “Il Cipe del prossimo 21 novembre – ha detto Tremonti – avvierà la nostra strategia di contrasto alla crisi, il piano anti-crisi dell’Italia.Saranno mobilitati 16 miliardi di euro: 12 per infrastrutture più 4 sempre per infrastrutture ma in project financing. Subito dopo il Cipe pianificherà l’utilizzo di fondi formalmente europei ma sostanzialmente italiani che proiettati su 2-3 anni sono stimabili in 40 miliardi di euro. E sono destinati ad ambiente, ricerca, sviluppo”.

Quanto alle tariffe autostradali, il ministro ha detto che il Governo pensa di “ristrutturarle in modo da modificare in meglio il sistema che c’è stato finora, per il quale aumentavano le tariffe anche se non si facevano gli investimenti. E poi magari le società facevano i dividendi. Noi stimiamo un accordo con le compagnie di autostrade che mobilita almeno 10 miliardi di euro”.

Tremonti ha poi sollevato il tema dei ritardi nell’attuazione delle opere dopo lo stanziamento dei fondi. “Su tutto questo si pone un problema fondamentalmente legale ma fondamentale. I soldi vengono stanziati subito e i tempi invece sono quelli delle gare, delle procedure. Dicevamo tra noi europei: i cinesi stanziano i soldi e il giorno dopo li investono, da noi all’opposto la tempistica è all’opposto molto lunga. Ci chiediamo se in tempi straordinari non sia anche il tempo per una scelta straordinaria di procedure accorciate e veloci. Ferme restando l’efficienza e la trasparenza. Noi puntiamo molto sul Cipe come è pianificato e previsto nel decreto legge 112 che anticipa la Finanziaria. La novità è che finora quei soldi erano nel bilancio pubblico, ma non passavano dal passavano bilancio pubblico all’economia. A fine 2008 stiamo riprogrammando molti miliardi di euro che se no andavano persi o peggio per beffa andavano ai nostri competitori”.

Il ministro passa in rassegna tutti i provvedimenti in cantiere per evitare la recessione e salvare l’economia italiana. “Stiamo finalizzando la procedura per riaprire i canali di finanziamento alle imprese, altro provvedimento è il salva-risparmio, nessuno perde il suo risparmio, nessuna banca fallisce: ieri è stato considerato appropriato in Europa. Adesso dobbiamo fare un provvedimento per evitare la recessione. Anche questo non è per le banche, è per le imprese. Definendo gli strumenti tecnici immaginiamo che ci sia un impegno da parte del sistema bancario non solo a mantenere ma ad ampliare i canali di finanziamento. Il presidente Berlusconi ha parlato con il presidente dell’Associzione bancaria che prefigura un crescendo d’impegni in questo comparto. Sarà tutto assolutamente trasparente e monitorato con una cadenza che ci darà l’evidenza se il provvedimento funziona per le imprese o no. Pensiamo di mettere a fianco Fidi, Confidi e un sistema di garanzie che stiamo studiando”.

Un altro ambito d’intervento riguarda le imprese e incontratti. “Rinnoveremo – conferma Tremonti – i contratti di produttività per il settore delle imprese e ci sarà un nuovo strumento contrattuale per fare dell’Italia un Paese che ha un sistema di imprese più produttive. Stiamo ragionando su alcuni interventi relativi alla realtà delle imprese non particolarmente ancora definiti”. Il premier su questo ha confermato anche un intervento sulle modalità di pagamento dell’Iva. “Il Pagamento dell’Iva – spiega Berlusconi – non si fa al momento dell’emissione della fattura ma soltanto quando il cliente ha effettuato il pagamento”.

Tale provvedimento, chiosa Tremonti “dovrà essere consentito dall’Europa ma sarà fatto. E poi una parte di risorse che saranno destinate alle voci sociali. Gia la Finanziaria ha incrementato gli ammortizzatori sociali, voto sul quale c’e’ stato tutto il Parlamento. I ministri del Lavoro e dell’Industria stanno lavorando per creare uno strumento di intervento comune sulle situazioni di crisi aziendale anche dal lato sociale, e poi una somma che sarà non piccola che sarà destinata alle famiglie in un’ottica di riduzione della tensione per la crisi”.

Un piano, ha assicurato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che comunque non comporterà il superamento della soglia del 3 per cento del Pil da parte del deficit pubblico italiano. “Una quota grossa” di questo piano è mobilitata da capitali privati soprattutto per quanto riguarda le autostrade e il project financing. “Molti capitali – ha detto – sono privati, molti capitali sono già nei tendenziali (quindi già nelle previsioni di spesa del Governo, ndr), e tutto viene gestito in una logica di spinta”.

Impatto ridotto sui conti pubblici anche per quanto riguarda le obbligazioni per le imprese che, ha aggiunto il ministro, “aumentano il debito lordo ma non quello netto perché sono ‘baciate'”. Tremonti aggiunge che “su altre voci che non sono così rilevanti ma una cosa positiva della politica europea è che la Commissione ammette la tecnica della copertura: se la spesa è ‘one off’ anche la copertura può essere ‘one off'”.

Alla domanda se una situazione così difficile e piani così ambiziosi non richiedano anche un dialogo diverso con tutti i sindacati, il presidente del Consiglio risponde fotografando la situazione. “Non dipende da noi se non c’è tutto il sindacato.
Noi con i sindacati trattiamo, i nostri ministri hanno contatti continuativi. Poi, se il sindacato si divide perché c’è una sua parte che non intende partecipare alle negoziazioni…”.

Quinews

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