Travaglio: “E’ regime! Al Tappone? Ha scelto sempre lui…”

“Finalmente Uolter l’ha detto: “regime”. Con sei mesi di ritardo, ma l’ha detto. Del resto, non si sa come altro chiamare il governo di un premier che pretende di scegliere non solo i ministri (ma soprattutto le ministre) e i parlamentari, ma pure i giudici, i sindacalisti, gl’intervistatori, le domande, i compratori di Alitalia, i piloti, le hostess, e persino gli oppositori. Stupisce però lo stupore. Sono 15 anni che ad Al Tappone glieli fanno scegliere. La cosiddetta opposizione gli ha sempre chiesto il gradimento per le cariche di propria competenza (ma a volte non ce n’era neppure bisogno).

Il lottatore continuo Boato relatore di giustizia in Bicamerale: perfetto (ebbe pure i complimenti di Gelli). Il socialista Del Turco all’Antimafia: un gigante (passò il tempo ad attaccare Caselli e i pentiti). Petruccioli alla Vigilanza Rai: vigilò talmente bene sull’editto bulgaro, senza nemmeno svegliarsi, che divenne presidente Rai su investitura dell’amico Confalonieri, previa visita a Palazzo Grazioli. Mastella alla Giustizia: più che un ministro un ossimoro, con indulto salva-Previti incorporato. Ora, di colpo, si pretende che il Cainano digerisca Orlando, scelto dall’opposizione nel partito più d’opposizione. Uno che osa avere financo una cultura. Uno dei 2-3 sindaci antimafia che abbia mai avuto Palermo. Non scherziamo. Meglio quello lì, come si chiama, ah Villari, che stava nell’Udeur ma poi Rutelli non resistè e lo porto nel Pd, anche se è alla quarta legislatura con tre partiti diversi. A far compagnia a Carra (ex Udeur) e Follini (ex Udc). Averne di oppositori così”. E’ quanto scrive Marco Travaglio, nella sua rubrica quotidiana ‘Zorro’, su ‘l’Unità’ di oggi.

Quinews

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