Travaglio: “A proposito di Carla Bruni, Camilleri e… Caldarola”

“Con grave sprezzo del pericolo, Peppino Caldarola scrive un articolo sul Giornale di Berlusconi per difendere Berlusconi da Carla Bruni e la ministra Gelmini dalle ‘gravi offese’ di Camilleri (che ‘lascia sgomenti’). La Bruni, anziché prendersela con l’indifeso premier italiano, dovrebbe vergognarsi delle sue ‘nudità affisse in ogni dove’. Quanto a Camilleri, stia attento a come parla: dire che la Gelmini ‘non è umana’, come molti ‘marziani’ e ‘replicanti’ di governo, è roba eversiva: ‘sposta la lotta dalla politica allo scontro puro e semplice’ e ora qualche studente potrebbe impugnare la ‘pistola’ per ‘scacciare il governo in tutti i modi possibili'”. E’ quanto scrive oggi Marco Travaglio, nella sua rubrica ‘Zorro’, su ‘l’Unità’, in un articolo dal titolo ‘Il pistola e le pistole”.

“Chissà se questo fine dicitore di Caldarola – continua Travaglio – è lo stesso che, sul Riformatorio, chiamò il sottoscritto ‘ufficialetto della Hitlerjugend’. E chissà dov’era quando quel mattacchione di Al Tappone chiamava i magistrati ‘antropologicamente diversi dalla razza umana’, perché ‘se fai quel mestiere devi avere turbe psichiche’ o quando, ansioso di tornare a Palazzo Chigi, disse che contro Prodi ‘ci vorrebbe un regicidio… basta solo aspettare, verrà il momento giusto”. O quando Dell’Utri, che di certe cose se ne intende, definì Leoluca Orlando ‘un cadavere ambulante’. All’epoca Caldarola era molto impegnato a scrivere sul Foglio che ‘Polito è stato accesamente ingrani ano, ferocemente bassoliniano, calorosamente napolitaniano, mediamente scalfariano, entusiasticamente blairiano, professionalmente velardian-dalemiano, attualmente rutelliano. E non è finita qui’. Infatti – conclude Travaglio – oggi Polito ridirige il Riformatorio, dove scrive anche Caldarola”.

Quinews

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