Alitalia, spunta un conflitto di interessi nella vicenda Cai

Spunta un imbarazzante conflitto di interessi nell’operazione Cai-Alitalia. Nessuno se n’era accorto, almeno fino a qualche giorno fa, quando alcuni senatori del Pd hanno presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il Ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola, qualche tempo fa, ha affidato alla ‘Banca Leonardo’ l’incarico di fissare il prezzo di cessione dei prezzi più pregiati di Alitalia alla Cai. Peccato, però, che tra ‘Banca Leonardo’ e soci Cai ci siano notevoli ed evidenti interessi economico-finanziari, che mettono in crisi il principio di indipendenza dell’advisor.

Tra i soci di Banca Leonardo, infatti, come scritto nell’interrogazione parlamentare, ci sono per il 4,9% la Saifin, società interamente posseduta da fondiaria-Sai, cioè da Ligresti, per l’1,95% dalla famiglia Benetton, per l’1% da Pirelli, per il 2% dall’Immsi di Roberto Colaninno. Tutti soci imprenditori che fanno parte della Cai.

Inoltre, in quello che si configura come un pesante conflitto di interesse ci sono anche due consiglieri di amministrazione di Cai che sono consiglieri anche di Banca Leonardo. Insomma, della serie: chi acquista decide anche il prezzo della merce.

Nell’interrogazione dei senatori del Pd si chiede di sapere “se Banca Leonardo, scelta come advisor, rispetti i requisiti di indipendenza diretta e indiretta, in relazione ai componenti della cordata Cai, cosi’ come espressamente previsto dal decreto 134”. Si attende una risposta…

Edgardo Fulgente

Edgardo Fulgente

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