Caselli: “In Italia, impossibile processare la politica”

“Il messaggio é chiaro: se si va oltre un certo livello non va bene”. Lo afferma il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, in un’intervista al quotidiano ‘La Stampa’, riferendosi alle difficoltà che i magistrati hanno nel ‘processare la politica’ per eventuali collusioni con la mafia. Caselli racconta quando venne inquisito il presidente della provincia di Palermo. “Appena mezz’ora dopo – senza conoscere una sola carta processuale – spiega – molti avvocati in toga e vertici siciliani di Forza Italia scendono in piazza per protestare. Messaggio chiaro: se si va oltre un certo livello non va bene”.

I pm e i metodi di lavoro, assicura Caselli, ‘sono sempre gli stessi, sia per la mafia bassa che per l’altra’. Il problema ‘sta forse nel fatto che nel secondo caso le prove sono oggettivamente piu’ difficili. Forse gli strumenti legislativi non sono adeguati e allora si provveda a correggerli. O forse dipende dal fatto che storicamente Cosa nostra tende a proteggere con maggiore segretezza le proprie amicizie importanti. Ma gli esiti altalenanti non devono diventare pretesto per ragionamenti a senso unico”.

Con l’assoluzione di Calogero Mannino, ex ministro Dc imputato per associazione mafiosa, si puo’ parlare della fine della stagione dei processi politici’? viene domandato a Caselli. “Se non fosse un problema serio e drammatico mi verrebbe persino da ridere”, risponde il magistrato.

“Puo’ parlare di stagione conclusa – afferma Caselli – chi ha la coda di paglia o chi lavora per una inversione di tendenza, per il ritorno al quieto vivere. Di fronte alle accuse di ‘sconfitta della linea caselliana’, l’ex procuratore di Palermo sostiene che ‘qui sbagliano i nostri detrattori. Intanto, perché solo in una dittatura si dà per scontato che il pm debba avere sempre ragione. In uno stato di diritto il pm ha lavorato bene quando ha ottenuto il rinvio a giudizio, perché ottenendolo dimostra che ci sono fatti reali da indagare. Indagini tutelate dal controllo esercitato da molteplici organismi giudiziari, terzi rispetto ad accusa e difesa”.

Quinews

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